mercoledì 25 novembre 2009
Attivismo Altomare
(Intanto gustatevi l'essenza della vela d'altura, in questo video di 9 minuti: spettacolari immagini dall'elicottero riprese al Mondiale ORC 2009 di Brindisi, in una giornata con vento a 20 nodi)
E’ uno dei segmenti dell’attività federale più fertili e in perenne movimento, quello della vela d’altura, della quale è responsabile il consigliere di presidenza Fabrizio Gagliardi (coordinatore del Settore Attività Speciali, ancora tutto da sviluppare, e le idee non mancano). Al prossimo imminente Consiglio Federale verrà proposta in approvazione la Normativa Altomare 2010, che presenta numerose novità (molte delle quali anticipate già da questo blog). Ricordiamo le principali: 1) il sistema di Classificazione che è stato stabilizzato, reso più certo e aggiornato con l’aggiunta di regate e classi precedentemente fuori sistema, come Olimpiadi, Coppa America e Monotipi, e che sarà gestito da un nuovo specifico software veloce e trasparente (che Gagliardi stesso presenterà al Consiglio a Genova). 2) Il campionato nazionale Offshore che sarà basato su un circuito di regate d’altomare (long distance) e assegnerà un titolo a fine stagione. 3) Il potenziamento dell’attività Minialtura, affiancando al campionato Italiano anche un circuito con tappe di area in Tirreno, Adriatico e Ionio (si parla di Roma, Palermo e Brindisi), nonché una Coppa Italia Minialtura.
Le novità 2010 dell’Orc International
Anche l’UVAI contribuisce all’attivismo sul tema Altomare. L’associazione ha spiegato agli armatori le modifiche al VPP 2010 decise dall’Orc (Offshore Racing Congress) a Busan, studiate e proposte dal suo Comitato Tecnico Internazionale. Il prossimo ORCi World Championship si svolgerà in Germania, a Flensburg, mentre l’European ORCi Championship sarà organizzato in Italia, in Sardegna.
Come cambia il VPP
Alessandro Nazareth, Chairman dell’ITC, ha presentato i risultati dei test sulle modifiche che perfezionano il VPP ORC per il prossimo anno. Ecco il sommario delle principali novità, voce per voce.
Modello idrodinamico - Grazie al lavoro coordinato da parecchi anni da Axel Mohnhaupt, è stata elaborata una nuova formula per la lunghezza “immersa”, che premia gli scafi con poppe troncate.
Modello aerodinamico - Il nuovo modello presentato l'anno scorso è stato affinato rielaborando la sequenza e l'accoppiamento delle variabili “reef” e “flat”. Questa modifica ha effetti minori sulla flotta, ma migliora le polari soprattutto nella zona di transizione tra genoa e spi.
Doppio timone - Il trattamento del doppio timone è stato completato e si è giunti ad una valutazione corretta del Vpp, che prende in considerazione la distanza del timone dalla linea centrale e il suo angolo dalla verticale, affinché si possa calcolare la parte del timone che emerge in navigazione di bolina. I dati del timone sono riportati alla fine del file Off.
Regulation per le sistemazioni interne - Il regolamento per la divisione Regata è stato rimosso e tutte le barche che non corrispondono ai criteri della classe Crociera potranno appartenere a quella Racer, ora ribattezzata Performance. Il testo e i requisiti per appartenere alla Cruising Division sono stati invece drasticamente semplificati e adesso tutti i concetti di base sono riassunti in due pagine che definiscono standard di ammissibilità comprensibili a tutti. La tabella dei requisiti minimi è stata sostituita da semplici formule lineari. Anche gli stazzatori avranno vita più facile.
Zavorre mobili - Il momento di raddrizzamento per le zavorre mobili (Moveable Ballast) è stato rivisto per restituire un Vpp più consono alle imbarcazioni che ne fanno uso.
Abbuono per età - Manterrà lo stesso incremento annuale, ma avrà un valore massimo ridotto da 1.3 per cento a 1 per cento circa, mantenendo lo stesso incremento annuale attuale, ma fino ad un massimo di 15 anni. Questa proposta di modifica è stata presentata dalla Fiv e dall'Argentina.
File OFFset 3D dello scafo forniti dai Designer - Saranno accettati ed elaborati dall'Ufficio rating dell'Orc per rilasciare anche certificati Orc International, a condizione che i punti di riferimento del bordo libero siano identificati sullo scafo reale, e che vengano controllate un certo numero di misurazione sulla barca per accertarsi che la rappresentazione fornita dal progettista corrisponda alla barca in questione. La procedura per convalidare questi file di offset sarà preparata dall'Orc e sperimentata nel corso dell'anno.
Albero in carbonio-definizione peso - Gli alberi di carbonio fin da quando sono stati ammessi dovevano essere sempre pesati, in quanto presumibilmente più leggeri di quelli di alluminio, la cui pesa è invece facoltativa e ha un valore “standard” nel caso non venga fatta. Lo stesso concetto è stato ora esteso anche agli alberi di carbonio, che avranno un loro peso “standard” calcolato, ovviamente inferiore a quello di alluminio. E’ stato anche stabilito un peso base per il sartiame in fibra (Pbo, Carbonio).
Spl/Tps - La lunghezza del tangone (o del bompresso) era stata quasi liberalizzata lo scorso anno, ora invece è stata studiata una funzione per la quale la lunghezza del tangone o del bompresso influenza la velocità della barca in poppa dal momento che aumenta l’efficienza dello spi, che risente meno della vicinanza della randa. Questo effetto aumenterà all’aumentare del rapporto Spl/Smg o Tps/Amg.
Elementi pesanti (Heavy Items) - Saranno eliminati dal certificato e il loro effetto ignorato ad eccezione della sola ancora (e catena) posta sulla prua dell’imbarcazione.
Avvolgifiocco - L'uso del rollafiocco avrà lo stesso trattamento usato ora in Orc Club, esteso anche all’Orc International. Quindi chi lo utilizzerà (essendo vincolato a una sola vela di prua, a parte quelle da tempesta) in ORCi avrà un vantaggio rispetto al passato.
Manovre Assistite - I winch elettrici (o idraulici) saranno permessi anche per le barche al di sotto di 20 m, con una penalità dello 0.5 per cento applicato a tutte le andature. Questa penalità verrà relazionata al peso dell'equipaggio, diminuendo al diminuire del peso dichiarato e consentendo pertanto anche ad equipaggi ridotti, ma “assistiti”, di regatare.
Area Randa - Pur mantenendo lo stesso metodo di misurazione e di calcolo dell'area delle rande, il Vpp ricalcolerà internamente una superficie equivalente a quella reale legata all'allunamento.
Prove in Vasca - Nel progetto di ricerca per il prossimo anno è prevista la costruzione di 3 nuovi modelli da provare alla vasca di Delft. Lex Keuning della Delft TU ha rinnovato l'offerta di eseguire gratuitamente le prove per l’Orc, che invece si assumerà il costo della costruzione dei modelli.
domenica 22 novembre 2009
Azzurra è tornata

GLI EREDI DELLA BELLA AVVENTURA DEL 1983 VINCONO A NIZZA IL LOUIS VUITTON TROPHY: 2-0 A EMIRATES TEAM NEW ZEALAND IN FINALE
(Guardate le due immagini: in alto la schermata del Virtual Eye sull'arrivo vittorioso di Azzurra nella seconda finale di oggi, trasmessa in diretta su internet. E sotto una delle rare immagini aeree di quella Azzurra mitica del 1983, I-4, il 12 metri S.I. che conquistò la semifinale a Newport e arrivò terza tra gli sfindanti)Domenica di festa per la vela italiana: a Nizza il team Azzurra dello Yacht Club Costa Smeralda ha battuto 2-0 in finale Emirates Team New Zealand e ha vinto il Louis Vuitton Trophy Nice Cote D'Azur. Francesco Bruni al timone e Tommaso Chieffi alla tattica hanno compiuto due capolavori nelle regate odierne, vinte per 26" e 17" secondi rispettivamente. Match race d'altri tempi, vento leggero e instabile, manovre, ritmi ed emozioni da coppamerica, con un nome che più italiano non si può, che alla fine chiude davanti a tutti. Una bella storia.
Azzurra è tornata. Una buonissima notizia per la vela italiana: quel nome (diventato un brand) ha portato l’Italia in semifinale all’esordio in Coppa America nel 1983 a Newport. E’ un nome che funziona, che attira fortune e simpatie: l’ha dimostrato in questi giorni d’autunno, conquistando a Nizza la prima tappa del Louis Vuitton Trophy, la cui somiglianza con la cugina blasonata Coppa America va ben oltre il glamour, le dirette tv e il virtual-eye su internet. Per capirlo, basta pensare che tra gli 8 team iscritti ci sono BMW Oracle, l’attuale sfidante unico di Alinghi per la prossima Coppa, con Russell Coutts, gli inglesi di Team Origin, col timoniere-mostro Ben Ainslie, e Team New Zealand, erede della tradizione kiwi, ultimi avversari di Alinghi (a Auckland nel 2003 e Valencia nel 2007) con Dean Barker. Senza considerare che le barche usate sono Coppamerica 2007, semplificate e rese quasi monotipo per prestazioni, ma pur sempre bestie di 23 metri per 24 tonnellate di delicato sandwich di carbonio, per le quali servono i migliori equipaggi. Insomma la Louis Vuitton vista a Nizza non è solo la messa in scena di uno sponsor, o il capolavoro di Bruno Troublè per dimostrare al mondo che la vela può vivere anche senza America’s Cup: è in realtà un enorme warm-up in attesa della prossima “vera” Coppa America, quella che tornerà se stessa (si spera) dopo l’interminabile purgatorio della litigiosa coppia Ernesto Bertarelli-Larry Ellison.
(Francesco Bruni) La vittoria di Azzurra è dunque un risultato”vero” e pesante. L’idea giusta è di Riccardo Bonadeo, commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda e tra i padri della prima Azzurra. Punto di forza il sailing team, affidato a uno dei migliori armatori italiani degli ultimi anni, Giovanni Maspero, e al suo gruppo vincente Joe Fly: il timoniere Francesco Bruni (unico velista italiano ad aver disputato tre olimpiadi in tre classi diverse: Laser, 49er e Star, ed ex riserva di lusso di Torben Grael nelle ultime due sfide di Luna Rossa) finalmente responsabilizzato mostra al mondo un talento maturo. In prospettiva può diventare un grandissimo. L’equipaggio è di ferro: dal tattico Tommaso Chieffi, all’ex Luna Rossa Tom Burnham (USA, unico straniero a bordo, ma ha spostato la milanese Alessandra Ghezzi), agli inossidabili Stefano Rizzi e Massimo Galli, al prodiere-fenomeno Matteo Auguadro, agli esperti Gabriele Bruni (il fratello di Francesco che sale sull’albero a cercare il vento), Cristian Griggio e Dede De Luca, per finire con i fuochi d’artificio a terra: il coach Gabrio Zandonà (ex mondiale e due Olimpiadi col 470) e la team manager Alessandra Sensini (velista mondiale del 2008 per il suo leggendario record di 4 medaglie olimpiche femminili nella vela).

Ieri nella semifinale-spareggio contro la corazzata britannica Team Origin (un gruppo che non fa mistero di puntare a vincere l’America’s Cup), Azzurra ha trovato risorse tecniche, fisiche e mentali. Dall’1-0 di giovedì, ha saputo reagire al pareggio (con doppia penalità e tanti errori), e poi Bruni-Chieffi (5 Olimpiadi e due titoli mondiali di classi olimpiche) hanno dato una lezione indimenticabile a Ainslie-Percy (6 medaglie olimpiche e un numero enorme di titoli mondiali di classi olimpiche). Italia batte Gran Bretagna alla partenza (Checco voleva la sinistra e l’ottiene), in manovra (i nostri meglio a ogni incrocio nella prima bolina) e nella tattica (vantaggio aumentato a ogni boa). Gli “azzurri” si sono poi gustati lo spareggio vinto dai kiwi contro i sorprendenti russi di Synergy (Karol Jablonsky). E così oggi a Nizza la parata Louis Vuitton si è chiusa con una passerella strepitosa di glorie passate presenti e future: Azzurra contro Emirates Team New Zealand. E ha vinto la barca che si chiama come la costa.
lunedì 16 novembre 2009
Armiamoci e partite

UOMINI, PASSIONI E SEGRETI DELLA RIUNIONE UNDER 16 A ROMA
Nasce Enduring Sailing. Un giorno e mezzo di riunione a Roma per i referenti zonali, i segretari di classe e i coordinatori tecnici del piano FIV Under 16. Tanto sono telegrafici i Consigli Federali, quanto si allungano i confronti – tecnici, programmatici, attuativi – dell’ambizioso progetto new-wave sulla vela giovanile. Giusto così. Presenti: i consiglieri Pino Barbieri e Anna Bacchiega, i Tecnici nazionali Marcello Turchi, Filippo Maretti e Marcello Meringolo, il prof. Claudio Scotton, i segretari di alcune delle classi giovanili: Norberto Foletti (Optimist), Macrino Macrì (Assolaser), Marco Corti (Techno 293), Matteo Migliavacca (RS Feva), i referenti zonali: Luisa Franza (I Zona, Liguria), Paolo Rossi (II, Toscana), Massimiliano Roppolo (III, Sardegna), Claudio Ramoni (IV, Lazio), Andrea Mauro (V, Campania), Valentina Colella (VI, Calabria), Fernanda Caravello e Sergio Todaro (VII, Sicilia), Giuseppe Palumbo (VIII, Puglia), Andrea Papa (IX, Abruzzo), Cesare Torres (X, Marche), Stefano Marchetti (XI, Emilia Romagna), Francesco Pappagallo (XII, Veneto), Paolo Apolloni (XIII, Friuli Venezia Giulia), Giuseppe Devoti (XIV, Trentino Alto Adige e Lago di Garda), Maurizio Castelli (XV, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta). Una bella squadra.
La riunione è servita per conoscersi e per capire meglio, guardare dentro al progetto. Un piano che nasce da lontano, come ha ricordato Marcello Turchi (al lavoro nella foto a fianco), allenatore giovanile di lunghissimo corso, tra i più vincenti ed esperti al mondo (ha “servito” sotto ben 7 diversi consiglieri federali coordinatori dell’attività giovanile, in oltre 25 anni), che ha dato un contributo decisivo proprio apportando concetti maturati anche parecchi anni fa, nel corso dei corsi di IV Livello alla Scuola delle Sport del CONI. E in fondo è giusto che un progetto di rinnovamento e aggiornamento scientifico arrivi proprio da chi più ha contribuito, negli ultimi anni, a fare della vela giovanile italiana una delle migliori al mondo. Il piano Under 16, in tal senso, è semplicemente lo sviluppo inevitabile di una scuola. Con l’aggiunta di una salutare “scossa” a un ambiente che correva il rischio di sedersi sugli allori. Con le sue parole chiave (multilateralità, multiclasse, meno agonismo giovanile) il piano è per il momento una “dichiarazione di intenti” che viene dalla storia e dal meglio dei nostri bravi allenatori giovanili, compresi quelli che – almeno per il momento – si sentono, o sembrano, tagliati fuori. La sua validità, il suo successo, si misureranno solo nel lungo periodo. La sua attuabilità, invece, avrà subito dei duri esami da superare nel 2010. Il lavoro decisivo delle Zone (che la FIV non deve lasciare o far sentire sole neanche un secondo, in questo impegno nuovo e gravoso), la scarsità di mezzi a disposizione (barche, uomini, tempo e denaro), la necessità di convincere molti a un cambiamento che può essere piccolo o enorme. Proprio per questo, come abbiamo detto più volte, una bella e coinvolgente comunicazione sarebbe stata determinante. Forse non siamo ancora fuori tempo massimo.Alla riunione Claudio Scotton (che insegna Tecnica dello sport presso la Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie-SUISM di Torino, e viene dal mondo delle tavole a vela) ha illustrato le basi scientifiche del concetto di “Multilateralità” (vedi sotto una definizione, con l’avvertenza che si tratta di una metodologia di chi lavora nello sport come preparatore atletico, ed è strumento che riguarda la costruzione dell’apparato fisico-motorio), che non è certo nuovo per gli insegnanti di sport e di attività motorie ai giovani e giovanissimi, né al suo esordio assoluto nella vela italiana, ma che vene per la prima volta “dettata” in programmi FIV. Scotton si è dovuto districare anche a spiegare la differenza tra Multilateralità e Multiclasse, una sorta di mini-variante applicata alla vela. Non basta usare “tante barche diverse” per fare veramente multilateralità. Ma l’applicazione Multiclasse è comunque un passaggio qualificante (e una delle difficoltà attuative) del piano Under 16. Scotton ha portato bibliografie e tabelle. E’ piaciuto a molti e ha confuso tanti altri. E’ giusto: intorno al tavolo ci sono, chi più chi meno, formatori, allenatori o semplici istruttori che hanno sfornato a centinaia negli ultimi anni le nuove generazioni di velisti. Avranno la loro cultura, no? E’ stato persino chiesto loro di svolgere un “compitino”: un progetto-tipo di piano Under 16 per la propria Zona. Con Marcello Turchi intento a prendere appunti. Inevitabile sensazione di essere in una fase sperimentale.
Come sempre accade, tra i più smaliziati c’è chi nicchia, ma in generale prevale un misurato entusiasmo, l’interesse – tecnico e storico – per una fase di passaggio e di potenziale miglioramento. Secondo i punti di vista, più conservatori o più rivoluzionari, il piano può portare a piccole e graduali modifiche, oppure a un profondo cambiamento culturale delle scuole di vela. Singolare, ma fino a un certo punto, l’analisi dei due schieramenti: i politici e gli autori della dottrina sono per un cambio rivoluzionario e culturale, mentre i tecnici, gli istruttori sul campo, sono per un processo più prudente. Su un punto tutti daccordo: sarà la pratica a decidere.
E’ qui, oltre che sulla buona comunicazione, che si gioca la partita. Da domani ciascun referente andrà nella sua Zona a diventare ambasciatore del piano. La responsabilizzazione delle Zone è un passo importante, anche per far crescere nel tempo nuove e valide figure professionali, ma con quali cannoni la FIV vuol combattere questa guerra? Si parla di un contributo di 8-10.000 euro per Zona. Per acquistare le barche, per le diarie dei tecnici incaricati, per l’organizzazione dei raduni under 16 multilateralisti e multiclassisti, ben 8 secondo le tabelle del piano... Messa così, è come spedire una missione nell’inverno russo in bermuda e infradito. Il piano rischia di congelarsi sul nascere. Mi permetto di credere che loro, i referenti, gli istruttori, i formatori, chi è dentro e chi entrerà nell’onda del cambiamento, gli stessi circoli, tutta questa forza è la storia della nostra vela e quindi andrà senza paura, anche al congelamento. E’ la FIV, è chi ha pensato, scritto e partorito il piano, ad avere adesso il dovere di foraggiare, sostenere, riscaldare queste truppe. Non devono sentirsi soli, là in trincea. Dovrebbero venire in visita, ogni tanto, anche i grandi capi federali, lasciare per un attimo le Volvo Ocean o le Louis Vuitton, e scendere alle frontiere. Ci vogliono più soldi, ci vogliono strumenti (uno, positivo, potrebbe partire a breve: una piattaforma sul sito FIV che serva di scambio informazioni, esperienze didattiche, guide e ausili, anche forum tra i soggetti protagonisti), ci vogliono più uomini e più comunicazioni condivise (ogni riunione dovrebbe avere un report di riferimento per i partecipanti), bisogna far sentire ciascuno “dentro” e nessuno “fuori”, tutti importanti. Ci vuole pazienza e rispetto per i tempi di tutti. Senza pregiudizi né dogmi. Solo così il piano Under 16 ce la farà, come i Corsi Olimpia nel '60. E noi con loro.
PS-La nostra inchiesta in periferia sull’Under 16 prosegue: nei prossimi giorni la pubblicazione a puntate. Con qualche sorpresa...
DOCUMENTI/ COS’E’ LA MULTILATERALITA’?
Da una definizione piuttosto chiara di un corso universitario: “È una strategia dell’allenamento giovanile indispensabile per uno sviluppo motorio e somatico armonioso, propone la molteplicità delle attività in maniera motivante... un fondamento della preparazione giovanile che indica un completo sviluppo delle funzioni di base e può quindi consentire di eliminare le limitazioni che una specializzazione precoce può procurare...”. Si identificano due modelli principali di multilateralità: la “multilateralità estensiva”: prevede l’adozione di un numero considerevole di proposte motorie in riferimento agli schemi motori e abilità più significative a buona parte delle discipline sportive; la “multilateralità orientata”: con adozione di una grande quantità di proposte e particolare riferimento agli schemi motori e abilità più significative di una specifica disciplina sportiva. Questa seconda può inoltre avere una forma fortemente indirizzata e diventare “multilateralità mirata”: adozione di una gran quantità di proposte, strutturando continuamente varianti significative rispetto agli schemi motori e alle abilità della disciplina sportiva praticata.
Normality
La news con l'errorino su Insabato-XV Zona è stata prontamente corretta e anche con l'elegante ammissione della scivolata (chapeau). E persino il comunicato-fantasma, che c'è e (più spesso) non c'è, pare tornato al suo posto. Miracoli, incredibili miracoli di questo minuscolo blog. In ogni caso grazie a nome di tutti. Intanto aspettiamo la trasparenza e, possibilmente, la "comunicazione".
domenica 15 novembre 2009
Grandi notizie: Angelo Insabato è il Presidente della XV Zona FIV.
Una notizia sensazionale e un po’ a sorpresa, che ha preso in contropiede il mondo della vela. Tra i più sorpresi Carlo Alberto Zerboni, che guida il Comitato XV Zona e al quale nessuno ha detto nulla.
(Nella foto a fianco: Carlo Alberto Zerboni, Presidente XV Zona FIV 2009-2012. Prima di lui la XV Zona - Lombardia, Piemonte e Valle D'Aosta - era stata presieduta in tempi relativamente recenti, da: Sergio Allievi, lo stesso Angelo Insabato ed Emilio Magnaghi) Ma niente subbuglio, per carità. Non scomodatevi a telefonare per capire. Inutile suonare l’allarme. E’ solo l’ultimo banale microscopico errorino di un comunicato stampa della Nuova FIV. Che testualmente (provare per credere, è tale e quale anche sul sito federale, almeno finchè qualche anima pia lo correggerà) scrive: “Angelo Insabato, Responsabile del Settore Programmazione Attività Sportiva Nazionale nonché Presidente della XV Zona FIV, ci offre uno spunto di approfondimento metodologico riguardante la selezione dei componenti delle Squadre C.”
RINFRESCHIAMOCI LE IDEE
A titolo informativo: le “Zone” rappresentano a norma di Statuto FIV l’organizzazione periferica, sono in tutto 15, rappresentano altrettante aree regionali, e sono governate da Comitati di Zona composti da un Presidente e da un numero di componenti variabile da 5 a 8. Ecco cosa recita al proposito lo Statuto, nella Sezione II - Organi Periferici, all’Art. 35 – Struttura. E’ composto da 6 commi.
1 - Gli Organi periferici Federali sono costituiti dai Comitati di Zona e rappresentano la FIV sul territorio di propria competenza, allo scopo di propagandare, sviluppare, organizzare e disciplinare la pratica della attività velica secondo quanto espressamente previsto nel presente Statuto e nel relativo Regolamento.
2 - La Zona FIV è costituita dagli Affiliati alla Federazione, che hanno sede nell'ambito territoriale della Zona stessa.
3 - L'ambito territoriale della Zona coincide con i confini geografici della rispettiva regione, fatto salvo quanto precisato
nell’art. 70 commi 1 e 2. Per le Province autonome di Trento e Bolzano trova applicazione la delibera del CONI n. 514 del
28/4/1989, relativa alla costituzione di organi provinciali con funzioni analoghe a quelle attribuite agli organi regionali.
4 - Per l'operatività della Zona e l'istituzione dei relativi Organi è necessaria la presenza di almeno 10 Affiliati aventi diritto
di voto con sede nel relativo territorio.
5 - Qualora la Regione, istituita come Zona FIV, perda la condizione per la operatività a seguito della riduzione del numero minimo degli Affiliati aventi diritto di voto, gli Organi della Zona e il Consigliere Federale eletto in rappresentanza della
Zona stessa decadono dalla loro carica. Il Consiglio Federale provvederà a nominare in tale caso un Delegato Zonale.
6 - Ai Comitati di Zona potrà essere riconosciuta, dal Consiglio Federale, autonomia amministrativa contabile governata dal
Regolamento di Amministrazione.”
Così ora i comunicatori federali sanno qualcosa in più.
Per fortuna di tutti, lo “spunto di approfondimento metodologico” di Insabato regge, e così si può allegramente passare ad altro. Lasciarsi il detrito alle spalle. E leggersi bene il comunicato, che è una lunga dichiarazione congiunta, ma virgolettata (hanno parlato in coro?) dei DT azzurri Luca De Pedrini e Paolo Ghione (loro si, c’erano anche nel 2008, e nel 2007 e via indietreggiando), i quali analizzano “in forma oggettiva” la stagione 2009 e spiegano le composizioni delle squadre A e B, aggiungendo poi come sia “possibile identificare in maniera meritocratica e sulla base di criteri matematici” la Ranking List e la squadra C. Oggettivi, meritocratici, matematici. Le squadre sono sul sito FIV, a tutti vogliamo augurare il migliore dei venti, perché nel 2010 andiamo a girare la boa del biennio preolimpico, e quindi non si scherza.
Negli sparuti comunicati stampa, invece, si potrà continuare a scherzare. Tanto restano fra pochi intimi.
MINI INCHIESTA/UN ANNO CON IL CONTAGOCCE
L’Ufficio stampa o Comunicazione FIV ha emesso dal 1 febbraio a oggi la bellezza di 41 comunicati stampa: una media di 1 ogni 6,5 giorni. Nello stesso periodo dell’anno precedente la preesistente struttura aveva inoltrato più di 400 comunicazioni stampa su un totale di 611 news, per una media di 1,10 comunicati al giorno, e quasi 2 news al giorno.
Vela olimpica al millimetro - Ogni campionato europeo o mondiale di classe olimpica nel 2008 ha avuto una media di 4 comunicati: uno iniziale, altri dedicati all’andamento e uno per i risultati finali, indipendentemente dalle medaglie dei velisti azzurri. Nell’ultimo anno la FIV ha comunicato solo la presenza sul podio di velisti azzurri. Più comunicati per un campionato sono stati emessi solo in occasione dei Giochi del Mediterraneo a Pescara, della Expert Eurolymp di Riva del Garda e dei CICO di Cesenatico.
Se volete guardare indietro – Qualche link all’andazzo passato. Il primo comunicato-news, con il Buon Vento 2008 alla vela italiana. La schermata della home page con i comunicati della prima settimana del 2008. La serie dei 6 comunicati sul Mondiale Star di Miami, dal primo, all’ultimo.
Toh, c’è anche la federvela mondiale - Sulla Conferenza annuale ISAF di Madrid 2008 sono stati emessi 6 comunicati. A questo link il primo; e a questo link l’ultimo con l’intervista al neo vicepresidente Alberto Predieri.
Quest’anno per la conferenza ISAF di Busan la FIV non ha emesso alcun comunicato, e solo una (1) piccola news, qui.
Il palazzo non è di vetro – Anche sulla sbandierata trasparenza delle riunioni del Consiglio, la comunicazione FIV 2009 non ha mantenuto le promesse. L’ultima news (non è stato fatto alcun comunicato stampa, a differenza di quanto avveniva in passato) risale al 20 ottobre, tre giorni dopo il Consiglio del 17. In tutto sono state 5 le news, la prima il 13 febbraio. E tanto per essere coerenti sull’idea di trasparenza, è stata anche eliminata la voce “Dal Consiglio Federale” nel menu “Comunicazione”.
Per ultima poi la cosa più buffa, la vicenda del comunicato “scomparso”: il report del primo consiglio federale della Nuova FIV, realizzato (in proroga) dal Vecchio Ufficio Stampa, con le nomine e le prime dicharazioni dei due vicepresidenti Sensini e Briante. Ci credereste? Quella pagina, dal sito FIV è stata cancellata! Ma se volete vederla, cliccate qui.
(Nella foto a fianco: Carlo Alberto Zerboni, Presidente XV Zona FIV 2009-2012. Prima di lui la XV Zona - Lombardia, Piemonte e Valle D'Aosta - era stata presieduta in tempi relativamente recenti, da: Sergio Allievi, lo stesso Angelo Insabato ed Emilio Magnaghi) Ma niente subbuglio, per carità. Non scomodatevi a telefonare per capire. Inutile suonare l’allarme. E’ solo l’ultimo banale microscopico errorino di un comunicato stampa della Nuova FIV. Che testualmente (provare per credere, è tale e quale anche sul sito federale, almeno finchè qualche anima pia lo correggerà) scrive: “Angelo Insabato, Responsabile del Settore Programmazione Attività Sportiva Nazionale nonché Presidente della XV Zona FIV, ci offre uno spunto di approfondimento metodologico riguardante la selezione dei componenti delle Squadre C.”RINFRESCHIAMOCI LE IDEE
A titolo informativo: le “Zone” rappresentano a norma di Statuto FIV l’organizzazione periferica, sono in tutto 15, rappresentano altrettante aree regionali, e sono governate da Comitati di Zona composti da un Presidente e da un numero di componenti variabile da 5 a 8. Ecco cosa recita al proposito lo Statuto, nella Sezione II - Organi Periferici, all’Art. 35 – Struttura. E’ composto da 6 commi.
1 - Gli Organi periferici Federali sono costituiti dai Comitati di Zona e rappresentano la FIV sul territorio di propria competenza, allo scopo di propagandare, sviluppare, organizzare e disciplinare la pratica della attività velica secondo quanto espressamente previsto nel presente Statuto e nel relativo Regolamento.
2 - La Zona FIV è costituita dagli Affiliati alla Federazione, che hanno sede nell'ambito territoriale della Zona stessa.
3 - L'ambito territoriale della Zona coincide con i confini geografici della rispettiva regione, fatto salvo quanto precisato
nell’art. 70 commi 1 e 2. Per le Province autonome di Trento e Bolzano trova applicazione la delibera del CONI n. 514 del
28/4/1989, relativa alla costituzione di organi provinciali con funzioni analoghe a quelle attribuite agli organi regionali.
4 - Per l'operatività della Zona e l'istituzione dei relativi Organi è necessaria la presenza di almeno 10 Affiliati aventi diritto
di voto con sede nel relativo territorio.
5 - Qualora la Regione, istituita come Zona FIV, perda la condizione per la operatività a seguito della riduzione del numero minimo degli Affiliati aventi diritto di voto, gli Organi della Zona e il Consigliere Federale eletto in rappresentanza della
Zona stessa decadono dalla loro carica. Il Consiglio Federale provvederà a nominare in tale caso un Delegato Zonale.
6 - Ai Comitati di Zona potrà essere riconosciuta, dal Consiglio Federale, autonomia amministrativa contabile governata dal
Regolamento di Amministrazione.”
Così ora i comunicatori federali sanno qualcosa in più.
Per fortuna di tutti, lo “spunto di approfondimento metodologico” di Insabato regge, e così si può allegramente passare ad altro. Lasciarsi il detrito alle spalle. E leggersi bene il comunicato, che è una lunga dichiarazione congiunta, ma virgolettata (hanno parlato in coro?) dei DT azzurri Luca De Pedrini e Paolo Ghione (loro si, c’erano anche nel 2008, e nel 2007 e via indietreggiando), i quali analizzano “in forma oggettiva” la stagione 2009 e spiegano le composizioni delle squadre A e B, aggiungendo poi come sia “possibile identificare in maniera meritocratica e sulla base di criteri matematici” la Ranking List e la squadra C. Oggettivi, meritocratici, matematici. Le squadre sono sul sito FIV, a tutti vogliamo augurare il migliore dei venti, perché nel 2010 andiamo a girare la boa del biennio preolimpico, e quindi non si scherza.
Negli sparuti comunicati stampa, invece, si potrà continuare a scherzare. Tanto restano fra pochi intimi.
MINI INCHIESTA/UN ANNO CON IL CONTAGOCCE
L’Ufficio stampa o Comunicazione FIV ha emesso dal 1 febbraio a oggi la bellezza di 41 comunicati stampa: una media di 1 ogni 6,5 giorni. Nello stesso periodo dell’anno precedente la preesistente struttura aveva inoltrato più di 400 comunicazioni stampa su un totale di 611 news, per una media di 1,10 comunicati al giorno, e quasi 2 news al giorno.
Vela olimpica al millimetro - Ogni campionato europeo o mondiale di classe olimpica nel 2008 ha avuto una media di 4 comunicati: uno iniziale, altri dedicati all’andamento e uno per i risultati finali, indipendentemente dalle medaglie dei velisti azzurri. Nell’ultimo anno la FIV ha comunicato solo la presenza sul podio di velisti azzurri. Più comunicati per un campionato sono stati emessi solo in occasione dei Giochi del Mediterraneo a Pescara, della Expert Eurolymp di Riva del Garda e dei CICO di Cesenatico.
Se volete guardare indietro – Qualche link all’andazzo passato. Il primo comunicato-news, con il Buon Vento 2008 alla vela italiana. La schermata della home page con i comunicati della prima settimana del 2008. La serie dei 6 comunicati sul Mondiale Star di Miami, dal primo, all’ultimo.
Toh, c’è anche la federvela mondiale - Sulla Conferenza annuale ISAF di Madrid 2008 sono stati emessi 6 comunicati. A questo link il primo; e a questo link l’ultimo con l’intervista al neo vicepresidente Alberto Predieri.
Quest’anno per la conferenza ISAF di Busan la FIV non ha emesso alcun comunicato, e solo una (1) piccola news, qui.
Il palazzo non è di vetro – Anche sulla sbandierata trasparenza delle riunioni del Consiglio, la comunicazione FIV 2009 non ha mantenuto le promesse. L’ultima news (non è stato fatto alcun comunicato stampa, a differenza di quanto avveniva in passato) risale al 20 ottobre, tre giorni dopo il Consiglio del 17. In tutto sono state 5 le news, la prima il 13 febbraio. E tanto per essere coerenti sull’idea di trasparenza, è stata anche eliminata la voce “Dal Consiglio Federale” nel menu “Comunicazione”.
Per ultima poi la cosa più buffa, la vicenda del comunicato “scomparso”: il report del primo consiglio federale della Nuova FIV, realizzato (in proroga) dal Vecchio Ufficio Stampa, con le nomine e le prime dicharazioni dei due vicepresidenti Sensini e Briante. Ci credereste? Quella pagina, dal sito FIV è stata cancellata! Ma se volete vederla, cliccate qui.
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sabato 14 novembre 2009
ISAF Annual Conference 2009/Fine: ciao ciao Busan

Mentre la folta "delegazione" italiana era già tornata a casa, la federvela mondiale rifiniva i suoi disegni sul futuro del nostro sport, nella giornata conclusiva della conferenza annuale a Busan, in Corea. Ecco il nostro ultimo report. E buon week-end.
L’ultima riunione del Council ha chiuso a Busan l’Annual Conference dell’ISAF, la federvela internazionale. Primo tema della riunione la submission volta a introdurre un “cancello” sia a metà del lato di bolina che in quello di poppa, nelle regate olimpiche. Il Council ha rinviato una decisione in merito, incoraggiando prima la sperimentazione di questo e altri format sui campi di regata.
Molto interesse, curiosità ed entusiasmo, invece, intorno agli aggiornamenti tecnici sulla possibilità di introdurre al più presto nelle regate delle classi olimpiche, a partire dalla World Cup, sistemi di tracciamento della rotta basati sulla tecnologia GPS, utili sia per il pubblico che per particolari situazioni di regata, in particolare per le verifiche di OCS. Sul tema ha presentato lo stato dell’arte l’ISAF Technology Working Party, ma la proposta del chairman Patrick Bergmans (BEL) di arrivare fra un anno a presentare al Council una submission per applicare e sviluppare il tracking system, è stata differita. Il motivo: ci sono altri gruppi di lavoro impegnati sullo stesso argomento. Morale: ISAF interessato agli sviluppi tecnici ma in grave confusione. Speriamo si faccia presto chiarezza, sia per fugare l’impressione che comincino a svilupparsi interessi commerciali intorno all’argomento, sia perché le molte possibilità offerte dalla tecnologia potrebbero portare a una giungla di diversi tipi di tracciamento usati nel mondo.
Lungamente discussa e alla fine respinta, la proposta che arrivava dalla classe Laser, volta a far riconoscere anticipatamente quali classi olimpiche per il 2016 sia lo Standard che il Radial, per dare maggiori chances di preparazione a molte nazioni. Fino a maggio 2010 l’ISAF non parlerà di eventi olimpici per il 2016. Approvata invece la submission di nomina degli Ufficiali di Regata degli eventi di World Cup, a riprova della volontà della federazione di lavorare insieme agli organizzatori per sviluppare il circuito.
C’era in ballo una proposta per un World Championships for Rating Systems, una sorta di mondiale dei sistemi di compenso d’altura. Il Council ha considerato negativamente le posizioni distanti che oggi vedono ISAF, ORC, IRC e altri sistemi o classi. Il presidente dell’Oceanic and Offshore Committee Jacques Lehn (FRA) si è impegnato a lavorare tra le parti per riproporre l’argomento alla prossima Annual Conference del novembre 2010.
Il Council ha quindi approvato la richiesta per lo status internazionale della classe RS Tera, e lo stuatus di classi riconosciute per Laser Vago, RS500, RC44 e Kona. Al contrario è stato rimosso lo status di classe ISAF per il Nacra F18 e i trimarani Orma60, per mancanza dei requisiti di classe.
Sono state approvate le quote-nazione per l’iscrizione ai Mondiali delle classi olimpiche di perth 2011: un posto per ciascuna nazione in ogni classe, con i posti addizionali che saranno assegnati in relazione ai risultati dei mondiali 2010 di ogni singola classe (tranne che per 49er e Star che useranno a tale scopo gli Europei), e le ranking list internazionali (quelle si, pubblicate costantemente sul sito ISAF...).
Lymassol, Cipro, sarà sede dello ISAF Youth Sailing World Championship nel 2013.
I saluti e i ringraziamenti finali del presidente Goran Petersson alla città di Busan e alla Korea Sailing Federation del presidente Pil-seong Lee.
Il diario completo dell’Annual Conference nell’ISAF Meetings a questo link: www.sailing.org/meetings
venerdì 13 novembre 2009
ISAF Annual Conference Busan 2009/5: cambia il numero di iscritti per le classi a Londra 2012

(Vista aerea della base di Weymouth sede delle regate olimpiche di Londra 2012)
Primo giorno di riunione del Council alla Conferenza Annuale dell’ISAF. Dopo la relazione del presidente Goran Petersson, e l’approvazione della richiesta di affiliazione dell’Oceania Sailing Federation, che riunisce i paesi dell’area, il governo della federvela mondiale è passato subito a esaminare il formato della vela alle Olimpiadi di Londra 2012, ascoltando le raccomandazioni dell’Events Committee.
Match Race femminile - Si svolgerà un Round Robin singolo tra i 12 equipaggi, al termine del quale i primi 8 daranno vita ai Quarti di Finale, poi le Semifinali e le Finali. La scelta di limitarsi a un solo RR è stata spiegata con l’intento di evitare l’aggravio di tante regate sul programma, già lungo, della vela olimpica. Del resto il RR unico è lo stesso formato usato per il World Match Racing Tour e garantisce spettacolo e valori tecnici.
Qualifiche olimpiche per Londra 2012 e rimpasto nel numero di iscritti per classe – La riduzione (definitiva da agosto) da 11 a 10 classi olimpiche per l’esclusione del Tornado, comporta una redistribuzione tra le classi del numero di atleti (si passa dai 400 per 11 classi di Pechino 2008 ai 380 per 10 classi di Londra 2012). Due i criteri usati nel rimpasto: incrementare le quote femminili (che passa dal 34.8% al 37.6%) e il numero totale di nazioni iscritte. Questo è lo schema proposto dall’Events e supportato dal Council per le classi olimpiche di Londra 2012:
ISCRITTI E ATLETI PER CLASSE A LONDRA 2012
Star 16 (32)
49er 20 (40)
470 M 27 (54)
470 F 20 (40)
Finn 25 (25)
Laser 48 (totale atleti 48)
Laser Radial 39 (39)
RS:X M 38 (38)
RS:X F 28 (28)
Match Racing F Elliott 6m 12 (36)
Quanto alla qualifica, con un posto garantito in ogni classe al paese organizzatore, il 75% dei posti-nazione sarà assegnato ai Mondiali ISAF di tutte le classi olimpiche di Perth 2011, e il restante 25% nel 2012 da singoli eventi di ciascuna classe. Il sistema approvato dal Council ISAF è ora inviato al CIO per la definitiva approvazione. Il sistema di qualifica ufficiale sarà pubblicato ad aprile 2010.
Più controversa la decisione di non ammettere la richiesta di riparazione nella Medal Race. Il Council si è diviso ma alla fine ha confermato la raccomandazione dell’Events (scritta nel report di ieri, qui sul minuscolo-blog).
World Cup, parla Alberto Predieri – Il Vicepresidente italiano dell’ISAF ha esposto al Council l’andamento del primo anno del circuito (lui che rappresenta un paese che è escluso dal circuito stesso...). “Solo un anno fa questo evento non c’era, e il primo anno ha fatto aumentare del 30% le partecipazioni agli eventi di classi olimpiche rispetto al 2005. La World Cup piace ai velisti”, ha detto Predieri.
Nel successivo esame di ben 126 Submission, si segnalano le decisioni più significative. La prima indicazione delle classi olimpiche per il 2016 slitta a maggio 2010; nasce il Windsurfing e Kiteboarding Committee; lunga discussione sui giubbini sponsorizzati della World Cup con emendamenti per evitare conflitti tra brand (per chi ha questi problemi di abbondanza...); approvate una serie di semplificazioni nelle documentazioni ISAF per gli ufficiali di regata e i concorrenti; molto discussa la questione sulle possibilità di allenamento sul campo olimpico di Weymouth, i cui costi penalizzano i paesi emergenti: un problema che lo stesso tesoriere ISAF David Kellet (AUS) e il presidente Petersson hanno preso in considerazione, promettendo di informarne anche LOCOG e il CIO, e questo ha convinto la federazione polacca a ritirare la Submission.
Domani altra giornata di riunione e altre Submission in esame.
Tutta l’Annual Conference a questo link: www.sailing.org/meetings.
giovedì 12 novembre 2009
ISAF Annual Conference Busan 2009/4: la parola al Council

ALTRI ARGOMENTI
Oltre alle informazioni fornite da Cavallucci, Olimpiadi e Coppa del Mondo sono state al centro della discussione dell’Events.
Il chairman Chris Atkins (GBR) ha introdotto la discussione sulle regate olimpiche facendo propri gli obiettivi della Olympic Commission: “Portare più spettatori alla vela”. Nel maggio del 2010 (Mid Year Meeting ISAF) saranno presentate le prime proposte di riforma della vela olimpica (eventi e formato), in relazione alle valutazioni del CIO, come ricordato da Phil Jones (AUS) della Olympic Commission.
MEDAL RACE, TERRA DI NESSUNO
Ma la discussione è iniziata già a Busan, con al centro due temi: la possibilità di richiesta di Redress (Riparazione) nella Medal Race, e il formato del Match Race femminile. La tendenza che emerge (e che prende forma di una raccomandazione al Council) è di limitare fortemente, fin quasi a eliminare, la richiesta di riparazione nella Medal Race. Unica eccezione sarà costituita dai casi limite previsti dalla regola 62.1.c.
Cosa significa? La Medal Race viene sempre più “isolata” dalle Regole di regata, queste ultime immolate sull’altare dello “spettacolo” e della “certezza del risultato” soprattutto pensando alle esigenze dei Media. Quanto accaduto alla Medal Race 49er di Qingdao con i fratelli Sibello non è servito a consigliare più equilibrio, la nuova tendenza va ancor più nella direzione di una Medal retta da “leggi speciali”.
ISAF WORLD CUP
La nuova stagione 2010 della Coppa del Mondo sarà basata sugli stessi 7 eventi dell’anno appena concluso, e partirà a Melbourne in dicembre. Si è parecchio discusso del calendario e degli obiettivi del circuito. “Promuovere la vela olimpica e i suoi protagonisti nei quattro anni che separano ogni edizione dei Giochi” è stato confermato come l’obiettivo primario. Non sono mancate alcune voci di scontento, e sono state analizzate alcune idee per migliorare gli aspetti promozionali del circuito. L’impressione è che la politica abbia prevalso di gran lunga, e che lo status-quo dei grandi eventi esistenti finirà per rendere intoccabile il tour (Melbourne, Miami, Palma, Hyeres, Medemblik, Kiel, Weymouth), rendendo impossibile l’introduzione di nuove località. Il solito asse angloamericano-nordeuropeo ha preso il sopravvento e l’Italia – che pure ha avuto un ruolo nella nascita della World Cup – è rimasta fuori all’inizio e rischia (ahimè) di restarci per sempre.
QUALIFICHE OLIMPICHE
Dall’americano Gary Boid è arrivata una proposta per aumentare il numero di nazioni ammesse alle regate di Londra 2012 (Weymouth) nelle classi Laser e RSX maschile, dall’attuale totale di 62 fino a 75, pur mantenendo inalterata la percentuale CIO del 38% della rappresentanza femminile sul totale di 380 atleti ammessi ai Giochi. Dalla discussione che ne è seguita l’Events è arrivato a una proposta più bilanciata, con gli aumenti di quote-nazioni suddivisi tra singoli e doppi. Nei prossimi giorni il Council voterà sulle modifiche proposte e questo sarà l’intervento più significativo sul formato delle Olimpiadi 2012 per la vela, fermo restando che la parola finale sull’argomento resterà al CIO.
OCEANIC E OFFSHORE
Si è parlato, tra l’altro, di Special Regulations per l’Altura, di Codice di Clasificazione, del Mondiale Team Racing Offshore ISAF. In tema di Classification Code l’Events ha supportato la Submission che punta a eliminare il Gruppo 2 (resteranno in vigore solo i Gruppi 1 e 3, con le rispettive regole). Quanto agli aggiornamenti sulle Special Regulations, l’Events ha supportato tutte le proposte dello specifico Sub-Committee: il nuovo documento sarà pubblicato sul sito ISAF entro la fine di novembre.
IL PROGRAMMA DEL WEEK-END
Tutte le “raccomandazioni” emerse da sette giorni di riunioni dei Comitati sono state raccolte in un Recommendation Booklet destinato ai membri del Council: sarà la summa dell’andamento e delle decisioni finali che il governo della federvela mondiale prenderà al termine di questa Annual Conference.
Stamattina (12 novembre) si riunisce l’Executive, mentre il Council terrà la sua prima riunione plenaria nel pomeriggio, partendo da una ampia relazione del presidente Goran Petersson (SWE) e da un esame della situazione finanziaria e amministrativa.
L’intervento di Petersson (passaggi interessanti su Olimpiadi, copertura TV, qualificazioni che garantiscano l’universalità dello sport velico e la rappresentanza femminile, presenza dei rappresentanti degli atleti negli organi della federazione) è visibile integralmente cliccando qui.
Qui tutti gli aggiornamenti e le carte della Conferenza: www.sailing.org/meetings.
Altro da Busan:
PENALITA’ PIU’ LIEVI E DISCREZIONALI PER VIOLAZIONI DI STAZZA?
Busan. Dick Batt, presidente dell’Equipment Committee e capo del team di Stazzatori alle Olimpiadi di Pechino e avrà lo stesso ruolo anche a Londra 2012, spiega la novità che è stata testata dal RYA (la federazione inglese) alla recente regata di Weymouth Sail for Gold. Si tratta di un sistema di penalità discrezionale in caso di violazioni a regole di stazza, che prevede una penalizzazione da 3 a 7 punti per una regata o per una giornata di regate, nel caso di irregolarità rilevate dagli stazzatori. In passato per una violazione del genere era prevista la squalifica per la regata o per il giorno. Questo sistema sembra piacere alle Giurie e ai concorrenti, è più elastico e adeguato, e parte dalla certezza che la maggior parte delle violazioni non sono fatte con dolo, ma sono spesso frutto di dimenticanze o disattenzioni (i Sibello – sempre loro – furono squalificati da una regata alle Olimpiadi di Atene 2004 perché non indossavano il giubotto salvagente tra una prova e l’altra).
LE LISTE DEGLI UFFICIALI DI REGATA INTERNAZIONALI
A Busan l’International Rules Committee ha approvato la composizione aggiornata degli albi degli Ufficiali di Regata internazionali con la lista dei rinnovi o dei primi incarichi, divisi in quattro discipline: International Judges (IJ), International Measurers (IM), International Race Officers (IRO) and International Umpires (IU). Nella prima ci sono gli italiani Marco Alberti, Luca Babini (rinnovati per 4 anni), Gianfranco Alberini e Mario Chiandussi (rinnovati per 2 anni) e Luigi Bertini (primo inserimento). Nella seconda Giorgio Morabito (470, rinnovato 4 anni) e Aldo Murchio (Platu25, primo incarico). Nella terza primo incarico a Fabio Barrasso. Nella quarta: Luca Babini, Luigi Bertini e Alfredo Ricci (rinnovo 4 anni).

(Il Premio intitolato a Beppe Croce, che ogni anno viene assegnato a personalità illustri della vela mondiale in memoria dell'ex presidente italiano e internazionale, consegnato a Bill Bentsen)
Dal nostro uomo all'Avana
Walter Cavallucci (foto a sinistra) è tra i pochissimi italiani alla Conferenza Annuale ISAF di Busan, in Corea del Sud. Consigliere di presidenza in rappresentanza degli atleti, si occupa da parecchi anni prevalentemente di Match Racing e Team Racing, anche quale Delegato ISAF. Viste le ampie assenze tra le file italiane, nei pochi giorni a Busan Cavallucci oltre al proprio Comitato ha seguito anche altri meeting, tra cui quello importante dell'Events. Di seguito alcune informazioni dal nostro uomo in Korea.QUALIFICHE OLIMPICHE PER MATCH RACE FEMMINILE
I 12 posti per nazione a disposizione per le regate olimpiche di Londra 2012 (Weymouth), saranno qualificati attraverso due eventi: 1) Mondiale MR Femminile, in Australia a fine 2011 (o inizio 2012): 8 posti-nazione in palio; 2) altro evento da definire, quasi certamente in Europa: i restanti 4 posti-nazione. Importante la determinazione del parco-nazioni ammesse a tali selezioni. Attualmente il Mondiale australiano sarà aperto a ben 32 nazioni. Un bel numero, che potrebbe anche crescere a 36: questo è infatti il censimento sulle nazioni che svolgono attività di match racing femminile nel mondo, e l'Events raccomanda al Council di estendere a 36 l'iscrizione al Mondiale 2011, prima qualifica. Qualora il numero massimo di iscritti non fosse raggiunto, per la riununcia di qualche nazione, il numero massimo di iscritti sarà coperto dando la possibilità alle nazioni che hanno più equipaggi nella Ranking List di iscrivere un secondo equipaggio.
Quanto al formato olimpico, è previsto un singolo round robin, seguito da quarti di finale, semifinali, finale 3°-4° e finalissima 1°-2° posto.
L'impressione generale, dal meeting del Match Race Committee e dalle raccomandazioni dell'Events, è che la filosofia "match racing" sia oggi più forte e più considerata in seno all'ISAF. Ma ovviamente l'ultima parola spetterà al Council.
Sul fronte italiano, resta in stand-by una proposta di ospitare un evento del World Match Racing Tour mondiale, Grado 1 ISAF: l'opzione rientra nel progetto più ampio di rilancio del match race in Italia attraverso l'intervento di uno sponsor (automobilistico) e che prevede anche centri federali, tecnici nazionali e raduni di preparazione. Se sono rose fioriranno.
KITESURF
Si va verso una regolamentazione del Mondiale Kitesurf in seno alle attività ISAF. Questa specialità è ormai riconosciuta ufficialmente dalla federvela internazionale. In Italia la situazione è un po' complessa: il kitesurf aveva chiesto di aderire alla FIV, ma davanti ai tentennamenti di questa, si era poi "accasato" con la federazione Sci Nautico. Ora che il riconoscimento ISAF spinge inevitabilmente il Kite verso la FIV, lo Sci Nautico frena e cerca di tenerselo, almeno per il quadriennio in corso. Vedremo come andrà.
martedì 10 novembre 2009
Torben Grael e Anna Tunnicliffe Velisti Mondiali Rolex ISAF 2009
IL VIDEO DELLA PREMIAZIONE
Rolex ISAF World Sailor of the Year 2009: vincono Torben Grael e Anna Tunnicliffe. L'eroe brasiliano ha aggiunto alla super-collezione di medaglie olimpiche l'ultimo giro del mondo Volvo Ocean Race da trionfatore. La laserista statunitense oro a Qingdao, nominata anche nel 2008 ma battuta dalla striscia storica di Alessandra Sensini che col suo argento cinese divenne la prima donna a conquistare quattro podi olimpici, si è ripresa il titolo grazie a un'annata di successi sia in Laser Radial che nel match racing. Nella serata di gala al Busan Yacht Club emozionati i due vincitori, che succedono nell'albo d'oro del premio a personaggi del calibro di Peter Blake (NZL), Ellen MacArthur (GBR), Robert Scheidt (BRA), Russell Coutts (NZL). Nel 2008 i Awards vincitori furono per l'appunto Ben Ainslie (GBR) e Alessandra Sensini (ITA). La vicepresidente FIV, però, non era della serata: è impegnata a Nizza quale team manager del team Azzurra al Louis Vuitton Trophy.
Rolex ISAF World Sailor of the Year 2009: vincono Torben Grael e Anna Tunnicliffe. L'eroe brasiliano ha aggiunto alla super-collezione di medaglie olimpiche l'ultimo giro del mondo Volvo Ocean Race da trionfatore. La laserista statunitense oro a Qingdao, nominata anche nel 2008 ma battuta dalla striscia storica di Alessandra Sensini che col suo argento cinese divenne la prima donna a conquistare quattro podi olimpici, si è ripresa il titolo grazie a un'annata di successi sia in Laser Radial che nel match racing. Nella serata di gala al Busan Yacht Club emozionati i due vincitori, che succedono nell'albo d'oro del premio a personaggi del calibro di Peter Blake (NZL), Ellen MacArthur (GBR), Robert Scheidt (BRA), Russell Coutts (NZL). Nel 2008 i Awards vincitori furono per l'appunto Ben Ainslie (GBR) e Alessandra Sensini (ITA). La vicepresidente FIV, però, non era della serata: è impegnata a Nizza quale team manager del team Azzurra al Louis Vuitton Trophy.
Ritorno a Valencia?

(La Coppa America fotografata al Museo delle Scienze di Valencia - americascup.com)
Alla fine di tutto, dopo i settecento giorni che hanno messo nel frullatore l'evento sportivo più antico della storia e il più ambito dello yachting, l'America's Cup potrebbe davvero tornare a Valencia.
E' lo stesso legale di SNG (Societé Nautique de Geneve) e Alinghi a proporre Valencia a febbraio 2010, in una lettera inviata oggi alla Giudice Shirley W. Kornereich della Corte Suprema di New York. Lei aveva insistito perchè i contendenti si parlassero nel week-end, ma ancora una volta la riunione era stata senza esito. Così adesso Alinghi spinge ancora sull'acceleratore. Un'altro tiro in porta, dopo il catamarano, l'elicottero, Genova, Ras Al Khaimah, l'Australia. Non si può dire che Ernesto Bertarelli abbia giocato di rimessa, all'italiana. Dall'altra parte, da Golden Gate Yacht Club-BMW Oracle, Larry Ellison, Russell Coutts e soprattutto Tom Ehman, hanno alternato: bordate legali tremende (con un trend invidiabile di vittorie nelle decisioni della Corte), il trimarano, la richiesta insistita di Valencia (l'ultimo a pronunciare il nome della città spagnola era stato Russell Coutts, pochi giorni fa), la vela rigida wingsail, altre bordate legali.
Oggi Alinghi accetta Valencia, "propone" Valencia: vista la storia potrebbe sembrare una resa alle condizioni dell'avversario. E invece ha le sembianze dell'ennesimo contropiede. La proposta-accettazione infatti vuole in cambio il ritiro di tutte le cause legali da parte di BMW Oracle. Non a caso Brad Butterworth ha dichiarato oggi che BMW Oracle negli ultimi giorni ha l'obiettivo "di ritardare lo svolgimento della regata perchè non sono pronti. Originariamente sono stati loro a insistere per Febbraio 2010, quando questo era ancora un vantaggio a loro favore. Ora devono accettare quella che è stata la loro stessa prima scelta." Alle 18,30 di oggi, due ore dopo la lettera di Alinghi, da San Francisco è silenzio.
Le cause legali pendenti non sono di poco conto, riguardano aspetti centrali della gestione tecnica e dell'organizzazione (primo tra tutti la scelta della Giuria Internazionale) della 33ma Coppa America. Regole che Alinghi ritiene talmente importanti da volerle difendere al punto di accettare di regatare con i fragili mega-multiscafi al freddo di febbraio a Valencia. Dall'altro versante, le stesse questioni sono ritenute egualmente così importanti da tenere in piedi le cause davanti alla Corte con il potenziale effetto di ritardare ulteriormente il momento delle regate. Sta qui, oggi, il confronto. Mentre shore e sailing team sontuosi si lucidano due mostri velici che spaventano anche loro.
Se nel diabolico timing delle "litigation" entrambe le parti hanno posto sempre grande attenzione allo status dei rispettivi team velici, chi si sente forte avanza proposte e chi si sente debole la butta sul legale. Le parti si sono scambiate più volte in questi due anni. Ma ora siamo al finale, e si guarda alle previsioni meteo. Oggi il barometro pende verso Alinghi e il catamarano: il defender ha preso il centro del ring e concedendo Valencia ha tolto fiato a BMW Oracle e al trimarano. Almeno per qualche ora. Presto arriverà il comunicato americano (in serata Tom Ehman si è detto felice per la scelta di Alinghi, ricordando però che è ancora pendente il ricorso svizzero contro la sentenza della Corte che ha dichiarato illegittima Ras Al Khaimah). Intanto, da San Diego arriva questa foto, che mostra l'installazione su USA90 del nuovo albero con la wingsail integrata. L'avevamo detto: ci sarà da divertirsi...
Gary Jobson Presidente US Sailing
IL DISCORSO DEL NEO PRESIDENTE DELLA FEDERVELA USA
Link alla sezione Video & Podcast dell’US Sailing: http://tinyurl.com/GJ-10-25-09
Gary Jobson, 59 anni, di Annapolis, Maryland, è stato eletto nuovo Presidente della US Sailing, la federvela degli Stati Uniti. Gary è un guru della vela: skipper di Coppa America (che ha vinto nel 1977 come tattico di Ted Turner), velista oceanico (vincitore del Fastnet), commentatore tv (vincitore di un Emmy per la sua copertura televisiva della vela ai Giochi di Seul 1988; e ha bissato il riconoscimento nel 2006 per la Volvo Ocean Race; produttore delle immagini veliche di Qingdao 2008 per NBCOlympics.com), autore di 15 libri (uno dei quali, “Fighting Finish”, nominato Best Sports Book dall’Independent Publisher Book Awards) e collaboratore delle riviste Sailing World e Cruising World. Vincitore nel 1999 del Nathanael Herreshoff Trophy, il più prestigioso premio della vela statunitense. Inserito nel 2003 nella America's Cup Hall of Fame dall’Herreshoff Marine Museum. Ha iniziato la sua carriera velica al College (è stato membro delle squadre e due volte Intercollegiate Sailor of the Year), diventando poi Istruttore di vela e allenatore, attività svolta alle Accademie della Marina mercantile e militare USA. Da crocierista esperto ha svolto viaggi in Artico, Antartico e Capo Horn. Regata tuttora sulla classe Etchell, possiede un Sabre 402 e una quota di uno Swan 42 Club. Alcuni anni fa Gary Jobson si è sottoposto a lunghe e difficili cure per un cancro: dopo la sua battaglia vinta si è occupato delle associazioni di malati e ha organizzato evento velici per raccogliere fondi per la ricerca e l’assistenza: è il presidente del comitato organizzatore della Leukemia Cup Regatta e del Leukemia & Lymphoma Society's sailing program. Ha fondato una società (Jobson Sailing Inc.) con la quale è stato protagonista di oltre 2000 eventi in tutto il mondo.
Un bel presidente, non c’è che dire. Il suo discorso di insediamento lo trovate nel video che pubblico in questo post, preso facilmente dalla bella sezione Video & Podcast del sito della US Sailing (che tra le altre cosine carine ha una sezione con i documenti PDF dei verbali completi di ogni riunione del Board of Directors, l’equivalente del nostro Consiglio Federale...). In esso il guru-Gary dice alcune cose interessanti non solo per la federvela USA. La sua priorità assoluta sarà di rendere più visibile lo sport della vela. Niente di nuovo: più o meno ci si prova tutti e con alterni risultati. Ma se ci prova lui... Secondo: nei cinque mesi prima della sua elezione annunciata, Jobson ha viaggiato gli USA e incontrato tantissimi dirigenti di circoli, e oggi che è presidente ha annunciato di voler potenziare la struttura dirigenziale, basata sul volontariato, che oltre al Consiglio (ridotto nel 2005 da 49 a 15 membri) prevede un House of Delegates, una sorta di congresso permanente composto da 50 membri che a loro volta fanno riferimento a un grande numero di Comitati (l’equivalente dei nostri Gruppi di lavoro o Commissioni): altri 50. (--> Praticamente l’opposto di quanto ha fatto la nuova dirigenza FIV in Italia, che ha demolito il sistema dei volontari lasciando solo ai “politici” i 5 Settori dell’attività). Terzo argomento trattato da Gary: è importante capire “chi siamo” e “quanti siamo”, attraverso apposite ricerche di mercato, con l’obiettivo di aumentare i tesserati. (--> Questa mi pare di averla sentita: ah si, era il 2007 quando abbiamo promosso con l’Università la prima ricerca di mercato in Italia su “Vela e Velisti”, che prevedeva notevoli sviluppi. E che è stata ignorata e accantonata dalla Nuova FIV). Conclusione: Big Gary President ricorda a tutti una cosa che è bene tenere a mente: la vela non è fra le cose fondamentali delle nostre vite: non riguarda la salute, i figli. E’ solo un piacere, e tale deve essere. Ed è una disciplina capace di rendere le persone migliori. Se saremo capaci di rendere la vela facile e piacevole per tutti faremo un ottimo lavoro.
Buon lavoro Gary, e che invidia.
Link alla sezione Video & Podcast dell’US Sailing: http://tinyurl.com/GJ-10-25-09
Gary Jobson, 59 anni, di Annapolis, Maryland, è stato eletto nuovo Presidente della US Sailing, la federvela degli Stati Uniti. Gary è un guru della vela: skipper di Coppa America (che ha vinto nel 1977 come tattico di Ted Turner), velista oceanico (vincitore del Fastnet), commentatore tv (vincitore di un Emmy per la sua copertura televisiva della vela ai Giochi di Seul 1988; e ha bissato il riconoscimento nel 2006 per la Volvo Ocean Race; produttore delle immagini veliche di Qingdao 2008 per NBCOlympics.com), autore di 15 libri (uno dei quali, “Fighting Finish”, nominato Best Sports Book dall’Independent Publisher Book Awards) e collaboratore delle riviste Sailing World e Cruising World. Vincitore nel 1999 del Nathanael Herreshoff Trophy, il più prestigioso premio della vela statunitense. Inserito nel 2003 nella America's Cup Hall of Fame dall’Herreshoff Marine Museum. Ha iniziato la sua carriera velica al College (è stato membro delle squadre e due volte Intercollegiate Sailor of the Year), diventando poi Istruttore di vela e allenatore, attività svolta alle Accademie della Marina mercantile e militare USA. Da crocierista esperto ha svolto viaggi in Artico, Antartico e Capo Horn. Regata tuttora sulla classe Etchell, possiede un Sabre 402 e una quota di uno Swan 42 Club. Alcuni anni fa Gary Jobson si è sottoposto a lunghe e difficili cure per un cancro: dopo la sua battaglia vinta si è occupato delle associazioni di malati e ha organizzato evento velici per raccogliere fondi per la ricerca e l’assistenza: è il presidente del comitato organizzatore della Leukemia Cup Regatta e del Leukemia & Lymphoma Society's sailing program. Ha fondato una società (Jobson Sailing Inc.) con la quale è stato protagonista di oltre 2000 eventi in tutto il mondo.
Un bel presidente, non c’è che dire. Il suo discorso di insediamento lo trovate nel video che pubblico in questo post, preso facilmente dalla bella sezione Video & Podcast del sito della US Sailing (che tra le altre cosine carine ha una sezione con i documenti PDF dei verbali completi di ogni riunione del Board of Directors, l’equivalente del nostro Consiglio Federale...). In esso il guru-Gary dice alcune cose interessanti non solo per la federvela USA. La sua priorità assoluta sarà di rendere più visibile lo sport della vela. Niente di nuovo: più o meno ci si prova tutti e con alterni risultati. Ma se ci prova lui... Secondo: nei cinque mesi prima della sua elezione annunciata, Jobson ha viaggiato gli USA e incontrato tantissimi dirigenti di circoli, e oggi che è presidente ha annunciato di voler potenziare la struttura dirigenziale, basata sul volontariato, che oltre al Consiglio (ridotto nel 2005 da 49 a 15 membri) prevede un House of Delegates, una sorta di congresso permanente composto da 50 membri che a loro volta fanno riferimento a un grande numero di Comitati (l’equivalente dei nostri Gruppi di lavoro o Commissioni): altri 50. (--> Praticamente l’opposto di quanto ha fatto la nuova dirigenza FIV in Italia, che ha demolito il sistema dei volontari lasciando solo ai “politici” i 5 Settori dell’attività). Terzo argomento trattato da Gary: è importante capire “chi siamo” e “quanti siamo”, attraverso apposite ricerche di mercato, con l’obiettivo di aumentare i tesserati. (--> Questa mi pare di averla sentita: ah si, era il 2007 quando abbiamo promosso con l’Università la prima ricerca di mercato in Italia su “Vela e Velisti”, che prevedeva notevoli sviluppi. E che è stata ignorata e accantonata dalla Nuova FIV). Conclusione: Big Gary President ricorda a tutti una cosa che è bene tenere a mente: la vela non è fra le cose fondamentali delle nostre vite: non riguarda la salute, i figli. E’ solo un piacere, e tale deve essere. Ed è una disciplina capace di rendere le persone migliori. Se saremo capaci di rendere la vela facile e piacevole per tutti faremo un ottimo lavoro.
Buon lavoro Gary, e che invidia.
lunedì 9 novembre 2009
ISAF Annual Conference Busan 2009/3: Indovina di cosa si parla? Di giovani
La conferenza annuale della federvela mondiale prosegue a Busan in Korea con le varie riunioni e molte discussioni di vario spessore e interesse. Le ultime giornate in particolare hanno visto protagonista il dibattito - sempre acceso a livello mondiale - sulla vela giovanile e sulla sua importanza nella diffusione di uno sport olimpico come la vela.IL MONDIALE GIOVANILE ISAF: PASSATO, PRESENTE E FUTURO
Il Volvo Youth si svolge dal 1971 ed è uno dei più antichi eventi ISAF. E’ aperto a velisti under 19 e nell’edizione 2010 prevista a Istanbul festeggerà il suo quarantennale di grande festa mondiale della vela giovanile. La sua crescita è costante fino ai 250 velisti da 60 nazioni fatti registrare in Brasile quest’anno. Il chairman , la canadese Fiona Kidd: “Credo che la capacità di evolversi sia la chiave del successo dello Youth. Davanti a noi ci sono nuove sfide, perchè in qualche modo siamo vittime del nostro successo. Stiamo discutendo il formato con le classi, i coaches, i team leaders, i velisti e chiunque sia coinvolto nell’evento (un esempio carino di come si può allargare una discussione preventiva su una riforma, diversamente da quello che si è fatto in Italia a proposito di under 16, ndr). Il risultato è che abbiamo aggiornato la durata delle regate (da 60 a 45 minuti) per poter avere più prove in un giorno. Vorremmo aggiungere un altro Training Day iniziale, per aiutare le nazioni più giovani e inesperte ad affrontare il campionato. Abbiamo anche verificato che le prossime due edizioni già assegnate si stanno preparabdo bene: Zadar, Croatia 2011 e Dun Laoghaire, Irlanda 2012. Per l’edizione 2013 la raccomandazione al Council sarà in favore di Limassol, Cipro.”
Qui tutte le informazioni e la storia del mondiale ISAF Youth.
SVILUPPO E GIOVANI: PERCHE' NON RIESCONO A COPIARE IL PROGETTO "VELASCUOLA" DELLA FIV
Il Development & Youth Committee presieduto dal francese Olivier Bovyn si è addentrato nuovamente nelle solite sabbie mobili (che io ben conosco per esserne stato membro nel quadriennio 2005-2008) e ha rinnovato il suo strategic plan sui medesimi obiettivi: aumentare la partecipazione e fare della vela una scelta di vita. Bovyn ha anche sottolineato il ruolo chiave dei governi e delle autorità educative, che vanno convinte a promuovere la vela inserendola nei loro programmi: "dobbiamo convincere le autorità di tutto il mondo che la vela non è più costosa di altre pratiche sportive". Sembra di capire che l'ISAF stia arrivando sullo stesso terreno raggiunto dall'Italia tre anni fa con l'introduzione della vela nei programmi scolastici attraverso Velascuola. Speriamo che la presenza nel Committee di Marco Predieri possa dare i suoi frutti, e il "nostro" progetto essere un esempio da esportare nel mondo...
RIORGANIZZARE IL RICONOSCIMENTO DELLE CLASSI ISAF
Il Classes Committee ha esaminato il documento del working party misto Equipment e Events Committee su una revisione del processo di riconoscimento e gestione delle classi. Le classi dalle tavole a vela ai maxi sono un enorme riferimento per la vela mondiale e si vorrebbe rendere più efficace e chiaro il processo di loro riconoscimento e inserimento nella famiglia ISAF. Del progetto fa parte anche una maggiore affermazione del "brand" ISAF attraverso l'apposizione del riconoscimento di classi. Un progetto in via di sviluppo, che esamina gruppi di classi per dimensioni e tipologie, coinvolge gli uffici ISAF a livello centrale e di area, e che può essere approfondito leggendo qui il testo: http://www.sailing.org/tools/documents/EQ10-[7866].pdf
I GIOCHI OLIMPICI GIOVANILI DI SINGAPORE 2010: PARLA IL COMPETITION MANAGER
Il signor Edwin Low è il segretario generale della federvela di Singapore (il Tirinnanzi, il Micillo, o l'attuale Gianni Storti della FIV, per intenderci) ed è anche Competition Manager della Vela alle nuove Olimpiadi giovanili che esordiranno a Singapore nell'agosto del 2010. "I nuovi giochi olimpici giovanili ci sono stati assegnati solo due anni fa - dice Low - quando Londra ha saputo da sette anni che avrebbe organizzato le Olimpiadi del 2012. Ci stiamo attrezzando e per la vela aspettiamo 100 giovani velisti e veliste di 15 e 16 anni nelle classi singolo Byte CII e tavole Techno 293." Quanto alla località, Low è tranquillo: "Abbiamo fatto un test ai giochi asiatici, e i lavori della base sono praticamente finiti. Dal 13 giugno la sede dei giochi sarà aperta e noi siamo pronti. Ci aspettiamo vento stabile in agosto, 8-12 nodi con occasionali temporali. I campi di regata sono protetti e facili da raggiungere da terra, le acque calme".SUBMISSION: ELIMINARE IL GRUPPO 2 DAL CODICE DI CLASSIFICAZIONE DEI VELISTI
E' una proposta che riguarda molti velisti nel mondo, tesa a semplificare l'attuale Codice di Classificazione dei velisti, portando i Gruppi da 3 a solo 2. La proposta prevede che, ferme restando le caratteristiche dei Gruppi 1 e 3, i velisti del Gruppo 2 confluiscano nel Gruppo superiore o inferiore, eliminando l'attuale Gruppo intermedio, fonte di equivoci o indecisioni. Qui si può leggere il testo completo della Sumbission.
MULTISCAFI ALLA RISCOSSA
La Multihull Commission, che vanta alcune medaglie olimpiche come l'olandese Carolin Brower e l'argentino Santiago Lange, è tornata all'attacco con l'Executive per la riammissione della specialità alle Olimpiadi. Tre le linee strategiche dei rappresentanti dei multiscafi: 1) ritorno dello status olimpico di una classe multiscafo dal 2016; 2) mantenimento di una classe multiscafo ai Mondiali ISAF Youth; 3) creazione di un mega-evento del mondo multiscafistico nell'ipotesi di mancato rientro nel giro olimpico. Se ne parlerà ancora, e ve lo racconteremo.
INTERNATIONAL REGULATIONS: QUANTA FILOSOFIA...
Un gruppo particolarmente specializzato sui vari regolamenti che influenzano le attività veliche nel mondo e gli interessi dei velisti e del nostro sport attraverso l'analisi di singoli casi nazionali e internazionali. Il chairman Alan Green (navigatore di lunghissimo corso dei corridoi dello yachting mondiale) spiega: "Ciò che stiamo cercando di fare è un piano generale della galassia di regole e regolamenti e possibilmente dare una dimensione 'user's friendly' e non troppo vincolante". Negli ultimi 12 mesi la commissione si è occupata di pirateria, ambiente, norme per prevenire gli abbordi in mare. Green: "Abbiamo negoziato una applicazione più ragionevole delle norme ambientali che rischiavano di limitare l'uso di ballast negli yacht d'altura come la Volvo Race. E siamo impegnati a fare in modo che i velisti crocieristi abbiano meno norme burocratiche che ostacolano la pratica dello yachting, pur nello spirito di una responsabilizzazione sempre maggiore." In Italia il caso di riferimento potrebbe essere la infausta legislazione sulle aree marine protette. Ma chissà se all'ISAF è mai arrivata questa voce dall'Italia. Il nostro rappresentante nell'International Regulations Commission è il VPV-GVB...
UNO SGUARDO SUL MONDO DEI 500 UFFICIALI DI REGATA
Charley Cook, nuovo Chairman del Race Officials Committee: "Abbiamo oltre 500 ufficiali di regata internazionali nel mondo, divisi in quattro categorie: International Judge, International Measurer, International Race Officer e International Umpire. Cerchiamo costantemente di estendere il loro numero e di garantire sempre un livello e un servizio eccellenti nelle aree dove ne abbiamo più bisogno, come Asia, Africa e Sud America. Stiamo promuovendo la pratica di seminari e clinics, specie durante eventi internazionali: la prossima occasione sarà in Colombia, per i Giochi Sudamericani, dove applicheremo uno schema di sviluppo dei giudici nazionali in Cile. Nei prossimi quattro anni uno dei nostri obiettivi è l'aumento degli Umpire di alto livello anche a seguito del match race femminile olimpico. Ecco il link giusto per gli Ufficiali di regata: www.sailing.org/raceofficials.
--> Liberi di crederci o di andare a verificare di persona. Il website FIV (www.federvela.it), una delle finestre del palazzo di vetro, non contiene il minimo riferimento alla conferenza annuale ISAF di Busan 2009. Proprio niente, nulla. Zero assoluto, vuoto pneumatico. Del resto la news di copertina è ferma al 1 novembre. Siamo a lunedi 9 novembre. Ottimo lavoro.
sabato 7 novembre 2009
Under 16, i giorni delle riunioni (e dei dubbi)

Oggi riunione a Genova dei segretari delle classi Under 16, ai quali è stato presentato l'omonimo programma e svelati ulteriori dettagli operativi. Nel prossimo fine settimana a Roma è invece in programma la riunione dei "referenti di zona" del progetto.
Il piano, approvato dall'ultimo Consiglio Federale, viene dunque propagato alla periferia attraverso gli "stakeholders", che dovrebbero avere il compito di informare per filo e per segno l'intera comunità dei diretti interessati: in ultima istanza, le famiglie dei giovani atleti, i circoli velici e i rispettivi allenatori e Istruttori. Di comunicazione vera, pianificata, anche attraverso i media, per il momento non se ne parla.
ALLARME BILANCIO?
Con il presidente Croce a casa con la febbre, le comunicazioni alle classi giovanili sono state officiate dal VPV e da alcuni consiglieri. Quanto comunicato è tuttora oggetto di una sorta di embargo informativo (speriamo breve), al quale aderisco per cortesia verso i vari amici con i quali ci siamo scambiati impressioni e notizie. Un elemento però - più che una notizia vera e propria - emerge sopra le righe e necessiterà di grande attenzione (e dei nostri riflettori) nei prossimi giorni: la FIV è senza soldi. Circola un bilancio rinseccolito da fare paura ed è tornato d'attualità il famoso "buco" trovato dalla nuova dirigenza (mai spiegato in dettaglio e dato per superato a giugno), sul cui altare si giustifica una politica di vacche magrissime.
Come possa una federazione nazionale gestire uno sport olimpico moderno con un budget inferiore ai 3 milioni di euro è un mistero. Il rischio è che tra tagli, cinghie strette e porte chiuse, l'ente venga meno anche agli impegni minimi statutari, quelli istituzionali.
Trattandosi di bilancio federale, un documento dovrà ben essere reso pubblico entro l'anno (volenti o nolenti), e allora vedremo di capirne di più, raccontarvelo e magari suggerire qualche soluzione "dalla base".
venerdì 6 novembre 2009
ISAF Annual Conference Busan 2009/2: Atleti e Olimpiadi, le prime voci

Ben Barger (USA), classe RSX, presidente della Commissione Atleti dell’ISAF (creata circa un anno fa), ha svolto una relazione all’Executive che ha aperto la Conferenza Annuale della federazione velica mondiale a Busan. Queste le sue impressioni sulla giornata, nell’ottica della commissione che riunisce 10 atleti che rappresentano le classi olimpiche del quadriennio
“Siamo partiti da una analisi di ciò che il CIO richiede in base a uno sport della famiglia olimpica. Dobbiamo cercare di comprendere e realizzare tutto ciò in una strategia che possa cambiare lo sport della vela con benefici nel lungo periodo. Questa commissione è strategica in tal senso, e dobbiamo ringraziare Phil Jones (presidente della Commissione Olimpica, ndr) per questo investimento verso il futuro. Oggi ho fatto un report all’Executive, penso abbia avuto un buon risultato, i vertici della federazione sono molto concentrati sulle problematiche della World Cup e del suo rapporto con i campionati del mondo, così come gli atleti hanno spiegato loro. Vogliamo tutti che cresca la partecipazione da tutto il mondo”.
I componenti della ISAF Athletes’ Commission (nella foto da sinistra in alto): Rasmus Myrgren (SWE), Dan Slater (NZL), Peter Kruger Andersen (DEN), Ben Barger (USA) e Malcolm Page (AUS), in basso da sinistra: Claire Leroy (FRA), Marcelien De Koning (NED), Laura Baldwin (AUS) e Mark Reynolds (USA). Tanti anglosassoni e nordeuropei (normalità per l’ISAF...) speriamo presto di sentire almeno una candidatura italiana per questa commissione in futuro, anche considerando che la progenitura della World Cup è del “nostro” Riccardo Simoneschi, al quale poi è stata sostanzialmente “scippata” dalla politica...
Da parte sua Phil Jones ha sottolineato: “Siamo molto attenti a seguire il CIO e i suoi criteri di valutazione delgi sport olimpici. E’ importante conoscere questi criteri e il loro funzionamento, e migliorare le valutazioni della vela in base ad essi. Le analisi sono vastissime, e cose come l’universalità e la reale diffusione della pratica di uno sport sono basilari, ma fanno parte di un complesso di considerazioni che coinvolgono anche la scelta delle categorie olimpiche, il formato delle regate, i risultati dei nostri eventi... Per esempio stiamo comprendendo meglio, in base alle informazioni del CIO, come adeguare le nostre qualifiche olimpiche per nazione per renderle sempre più globali. E inoltre stiamo facendo un grande lavoro sulla televisione, su come rendere le regate seguibili in tv e coprire tutti gli aspetti del nostro sport.”
La Commissione Olimpica sta iniziando anche a guardare all’appuntamento del 2010, quando si dovranno delineare le classi olimpiche per i Giochi di Rio 2016. Phil Jones: “In questo momento, anche per le varie Submission, ci stiamo chiarendo le idee, vogliamo stabilire una strategia prima di definire i dettagli, e di classi inizieremo a parlare dal maggio prossimo al Mid-Year. Quello che vogliamo evitare è di incorrere in inutili indecisioni o altalene tra classi ed eventi, come purtroppo è successo negli ultimi quattro anni. Dovremo avere un approccio diverso. Su Rio siamo felici: le Olimpiadi che arrivano in Sud America sono una cosa buona per lo sport. Per la vela, sappiamo anche che nel documento della candidatura di Rio de Janeiro sono contenute idee e proposte come l’accesso del pubblico alle Medal Race, e quella brasiliana è la prima città che vince una candidatura olimpica con dei riferimenti sulla vela. Questo ci aiuterà moltissimo, vorremmo che fossero le Olimpiadi del pubblico che segue la vela."
Ulteriori dettagli sull’Annual Conference di Busan 2009 a questo link: www.sailing.org/meetings
Vento, onde, burrasche e barche a vela: un video per dare il benvenuto all'inverno
Youtube, si sa, è una miniera. Questi 4 minuti sono un montaggio della BT Challenge del 2000, ben nove anni fa. Ma il giro del mondo contro i venti e le correnti dominanti resta lo stesso, nel tempo. Così come gli elementi naturali: onde enormi che strapazzano la barca e gli uomini, raffiche che strappano le vele, orizzonti plumbei. Gli stessi di qualunque inverno, in tutti i continenti. Anche per questo si ama la vela tutto l'anno.
giovedì 5 novembre 2009
Quanto è lontana Busan

AL VIA OGGI IN COREA DEL SUD, LA CONFERENZA ANNUALE DELL’ISAF, LA FEDERVELA MONDIALE
Il programma, i temi sul tappeto, le decisioni. E l’Italia...
Inizia oggi a Busan in Corea del Sud, la città che ospitò le regate veliche dell’Olimpiade di Seul 1988, l’Annual Conference dell’ISAF (International Sailing Federation) che si concluderà il 15 novembre. La conferenza annuale è l’appuntamento fisso della massima istituzione velica internazionale a novembre di ogni anno, e riunisce in un colpo solo Committees e Sub-committees (i Comitati, o Sub-Comitati quando solo un po’ meno centrali, sono i gruppi di lavoro nei quali sono impegnati i vari delegati di ciascuna federazione nazionale aderente all’ISAF (MNA = Member National Authority), oltre agli organi esecutivi della federazione, per discutere e deliberare sui temi più importanti nell’agenda velica mondiale, stabilita dal Mid-Year Meeting (la riunione ISAF di maggio riservata a Executive e Council) e dalle scadenze sportive internazionali del CIO, in particolare per le decisioni in materia olimpica. I Comitati ISAF comprono pertanto l’intero orizzonte dello sport velico, dalla vela olimpica alla vela giovanile e alla vela d’altura, dalla formazione alla tecnica, dall’organizzazione ai grandi eventi, dalle regole agli ufficiali di regata, e molto altro ancora.
La Conferenza Annuale culmina con i tre giorni di riunione dell’organo decisionale dell’ISAF, il Council il cui Chairman è lo stesso Presidente Goran Petersson. Quella di Busan è la prima Conferenza Annuale dopo l’Assemblea Generale che si è svolta lo scorso anno durante l’Annual di Madrid e che ha confermato lo svedese alla guida della federazione, ha eletto l’attuale Executive Committee 2009-2012 (definibile come il Governo ISAF in quanto è l’organo chiamato alle delibere finali), e ha indicato i membri del Council e dei vari Committee a seguito delle candidature presentate dalle varie autorità nazionali. Tra i vari meeting e le decisioni sullo sport della vela, la Conferenza è anche la sede dell’annuncio dei vincitori del premio ISAF Rolex World Sailor of the Year, che quest’anno verrà assegnato il 10 novembre in una serata di gala al Busan Yacht Club. Lo scorso anno il premio del Velista Mondiale dell’Anno ISAF Rolex ha visto ben due candidature italiane: Vincenzo Onorato e Alessandra Sensini, e il prestigioso riconoscimento a quest’ultima – attuale vicepresidente della FIV – del premio in campo femminile. Quest’anno non ci sono candidati italiani al premio. In corsa: in campo femminile Sam Davies (GBR), Hilary Lister (GBR), Blanca Manchón (ESP) e Anna Tunnicliffe (USA), e in campo maschile Pascal Bidégorry (FRA), Michel Desjoyeaux (FRA), Paul Goodison (GBR), Torben Grael (BRA) e Nathan Outteridge (AUS). Questo il link per sapere tutto di loro e del premio.I dirigenti, i delegati dei Comitati e i membri delle Commissioni (organi consultivi tecnici, ulteriore anello della catena decisionale dell’ISAF) stanno viaggiando da tutto il mondo per raggiungere Busan, insieme ai rappresentanti delle MNA, delle Classi riconosciute, agli organizzatori di eventi, ai rappresentanti dell’industria, organizzazioni promozionali eccetera.
La Conferenza inizia oggi con una prima riunione dell’Executive, composto dal presidente, dai due presidenti onorari (Re Harald di Norvegia e Re Costantino di Grecia), dai 7 vicepresidenti (uno dei quali è l’italiano Alberto Predieri) e dal tesoriere David Kellet. Domani sarà il turno delle Commissioni (International Regulations, Medical, Coaches, Multihulls) e del Sub-Comitato sulle Classi Olimpiche. Da sabato 7 la Conferenza entra nel suo programma pieno, con le riunioni di Classes Committee, Race Officials Sub-committees e il Sub-comitato sul Mondiale giovanile Youth ISAF.
Questo il link per l’intera agenda della Conferenza di Busan 2009: http://www.sailing.org/2009-conference.php#confschedule
Questo invece è il link del microsito ISAF aggiornato con le decisioni delle varie riunioni: www.sailing.org/meetings.
E questo infine è il link dove è possibile scaricare o vedere tutte le Submissions e le carte dei vari Committee: http://www.sailing.org/2009-conference.php#confpapers
COME FUNZIONA L’ANNUAL CONFERENCE ISAF
L’elemento cardine che guida la discussioni e detta il processo decisionale è la “Submission”, sostanzialmente una proposta concreta per introdurre o per cambiare politiche e regole dello sport velico. Hanno titolo per presentare Submission le singole autorità nazionali (le federazioni veliche di ogni paese, come la FIV), le Classi ISAF, i presidenti di ogni Committee, l’Executive Committee e il presidente ISAF. Le Submission presentate sono assegnate all’esame di uno o più Comitati competenti per materia.Nella prima settimana di Conferenza, i Committee (13 in tutto, qui trovate l’elenco completo: www.sailing.org/committees) considerano le Submission in agenda e passano delle “recommendations” (una sorta di sottolineatura di una o più proposte) al Council dell’ISAF. Oltre alle Submission, ogni Comitato esamina e discute molti altri propri argomenti, che possono includere il varo di iniziative promozionali, la selezione di località per futuri eventi e regate ISAF, analisi di risultati di eventi disputati, esame di Regole di regata ed eventuali aggiornamenti del Regolamento, certificazioni, e così via. Tra i Comitati più importanti l’Events Committee (composto da 28 membri e presieduto dal britannico Chris Atkins, per l’Italia c’è l’ex vicepresidente FIV Gianfranco Busatti, e vi partecipa anche l’Ufficiale di regata Alfredo Ricci, quale Chairman del Team Racing Sub-Committee).
Al termine della Conferenza la parola passa al Council dell’ISAF che si riunisce per tre giorni e prende le decisioni finali su tutte le Submission. Il Council fa proprie le “raccomandazioni” dei Comitati, e stabilisce definitivamente quali accettare o rigettare. Il Council è composto dai membri dell’Executive, più 31 componenti in rappresentanza di Gruppi di nazioni divisi per aree geografiche, delle classi, dell’offshore (la vela d’altura) e delle donne. Per l’Italia il rappresentante nel Council è l’ex presidente federale Sergio Gaibisso, oltre al vicepresidente ISAF Alberto Predieri.
I TITOLI DI BUSAN 2009
Non sono attese a questa Annual Conference decisioni fondamentali per la vela: è l’anno post-olimpico e tradizionalmente non è il più “caldo”. In discussione però l’Events Committee ha il tema del multiscafo olimpico, con il seguito di Submission e polemiche al mancato reinserimento del Tornado da Londra 2012, nonché una interessante anteprima su un possibile sviluppo della vela olimpica ridotta a 5 classi (10 specialità considerando le categorie maschile e femminile): multiscafo, singolo, doppio, skiff, chiglia e tavole. La decisione sulle classi olimpiche della Vela ai Giochi di Rio 2016 è in programma all’Annual Conference ISAF del 2010.
Da seguire anche le reazioni alla prima stagione dell’ISAF World Cup, il circuito delle classi olimpiche che non pare aver dato i risultati sperati soprattutto per la mancata gestione di una comunicazione efficace.
In tema di match racing forse le questioni più delicate e urgenti: manca una regola chiara sulle qualifiche olimpiche per nazione nella specialità Match Race femminile (12 posti disponibili, e la delicata questione su come garantire parità di condizioni a tutte le nazioni, anche le più povere), e l’ISAF dovrà anche chiarire l’uso delle barche Elliott 6. Nella federazione continua il braccio di ferro tra i fautori del match racing puro (che non vorrebbero l’obbligo di classi), e la “politica” che ha imposto l’Elliott 6: una scelta vista come primo passo destinato proprio ad allontanare nuovamente il match race dalle Olimpiadi.
Inevitabilmente a Busan si parlerà anche di Coppa America, per il ruolo dell’ISAF sia nel protocollo di intesa con Societé Nautique de Geneve (Alinghi) che nella nomina degli Ufficiali di Regata e della Giuria dell’evento, alla luce delle diatribe legali in corso a New York.
L’ITALIA A BUSAN 2009
Ultra-selezionata e ridotta all’osso la presenza italiana nella lontana Corea, quasi un distillato dei numerosi delegati ISAF (qui si possono vedere tutti con il dettaglio dei rispettivi incarichi: http://www.federvela.it/delegatiISAF). Costi di viaggio, difficoltà a trovare 3-7 giorni liberi dagli impegni di lavoro, argomenti non fondamentali all’ordine del giorno, hanno scoraggiato i più dal partecipare. I pochi “coreani” confermati sono il vicepresidente Alberto Predieri (nella foto a sinistra), il fratello Marco Predieri (Development & Youth Committee), il consigliere di presidenza FIV Walter Cavallucci (Match Racing Committee), e Alfredo Ricci, che quale umpire è già a Busan per un evento di match race internazionale. Poi c’è l’ORC (Offshore Racing Congress, l’associazione di classe dell’Altura dell’ISAF), che si riunisce in parallelo e per la quale non può mancare il suo presidente italiano Bruno Finzi.Restano a casa titolari pesanti: da Sergio Gaibisso (Council) a Carlo Rolandi (Constitution Committee e spesso Alternate member di Gaibisso al Council), Gianfranco Busatti (Events), Riccardo Simoneschi (Equipment), Luciano Giacomi (Racing Rules), Alessandra Sensini (Windsurfing, nonché velista dell’anno uscente), Luca Ferraris (Medical), più altri con ruoli minori. In forse la presenza a titolo personale del presidente federale Carlo Croce, che non ha incarichi ufficiali.
ALTRE ASSENZE
--> Distanze e costi a parte, l’organizzazione federale ha brillato per l’assoluta mancanza di comunicazione (ma va?) e di coordinamento politico e logistico della presenza italiana nel massimo ente mondiale della vela. Andiamo in pochi e senza un comando, che almeno il vicepresidente Predieri dovrebbe assumere. Alcuni hanno inviato lettere o richieste alla FIV per chiedere direttive, e semplicemente (purtroppo come abitudine della Nuova FIV) non hanno ricevuto risposta. Negli anni precedenti, quantomeno, c'erano comunicazioni degli uffici federali ai delegati, per informarli sui viaggi e i relativi rimborsi. Stavolta tutto tace. Speriamo che il clima cambi presto: la vela italiana dovrebbe dare tanto e assumere un ruolo significativo anche nell’attuale ISAF, dopo i successi di risultati, di presenza e di organizzazione nei vari settori della vela.
Per parte nostra, cercheremo di darvi nei prossimi giorni tutti gli aggiornamenti da Busan, Annual Conference ISAF 2009.
mercoledì 4 novembre 2009
BMW Oracle: il mega trimarano disalbera in allenamento

(Nella foto - sailingscuttlebutt.com - due fasi dell'incidente al trimarano di BMW Oracle)
Se cercavate una conferma di quanto siano fragili ed estreme le due macchine da coppa messe in scena da BMW Oracle (trimarano) e Alinghi (catamarano), se non vi sono bastate le prime immagini, gli elicotteri sulle alpi, i motori e i ballast, bene: adesso avete la prova definitiva. BOR90, o USA, il maxi-tri di Larry Ellison, ha rotto l'albero oggi in allenamento a San Diego, con mare quasi piatto e vento a 8 nodi. Era un nuovo albero alla sua prima uscita, che il team stava testando.
Ora si potrebbe dire che Alinghi e BMW Oracle sono pari: 1-1 nel conto delle "disgrazie". Se gli svizzeri (appello a parte) hanno sul groppone organizzativo la necessità di impacchettare tutta la base di Ras Al Khaimah nel Golfo Persico e riportare armi e bagagli in altra località (presumibilmente Valencia, oppure altro posto ma nell'emisfero Sud...), ora anche gli statunitensi hanno i loro bei grattacapi. Sfasciare un alberello (53 metri di carbonio a profilo alare) del genere non è un problema secondario. Comporta soldi per farne un altro (ok, questo non è davvero un problema), ma soprattutto tempo per il montaggio e la messa a punto. Specie considerando che il team di San Francisco viene ritenuto molto vicino alla prova reale delle vele a profilo alare, le wingsail, e che presumibilmente un nuovo albero era stato pensato proprio per queste. Calcolando la perdite di tempo, quindi, Alinghi e BOR si leccano le ferite. E' come se al gioco dell'oca fossero passati entrambi sulla casella "Stai fermo un giro".
Domani (venerdi 6) l'udienza della Corte di New York sui regolamenti e le stazze (non proprio un passaggio secondario, ne potrebbero uscire delle belle), e poi si vedrà. Certo che in entrambi i litiganti, feriti e un po' sotto shock, potrebbe farsi strada l'idea di un accordo sottobanco: continuare a litigare e chiamare in causa la Corte, per arrivare all'impossibilità di regatare l'8 febbraio, e quindi ottenere un ulteriore rinvio. Insomma: muoia Sansone con tutti i filistei. In questo caso la coppa con tutta la vela...
martedì 3 novembre 2009
New York, udienza slitta da mercoledi 4 a venerdi 6. Alinghi presenta appello alla sentenza contro Ras Al Khaimah

Acqua alta, nuvoloni, chiarori sullo sfondo. La vicenda Coppa America è nel tunnel del suo autunno-inverno, ma la primavera arriverà, deve arrivare. Due sviluppi nelle ultime ore: 1) Appello di Alinghi contro la sentenza che vieta la coppa negli Emirati Arabi, 2) slitta l'udienza di domani, 4 novembre, spostata a venerdi 6 per l'indisponibilità di Brian Willis, l'avvocato di BMW Oracle-Golden Gate Yacht Club.
L'APPELLO DI ALINGHI
Il defender scrive: "La Société Nautique de Genève si appella contro la decisione su Ras Al Khaimah per la 33a America’s Cup. Il Defender della 33a America’s Cup, Société Nautique de Genève (SNG), ha deciso di presentare appello contro la decisione del giudice Kornreich del 30 Ottobre corso che rigettava la scelta Ras Al Khaimah negli Emirati Arabi come sede per la 33a America’s Cup. SNG ha chiesto la procedura d’urgenza per evitare qualsiasi possibile ritardo alla data prevista della regata nel febbraio 2010. La scelta di Ras Al Khaimah è stata fatta sulla base di quanto scritto dal giudice Cahn (il predecessore di Kornreich) nella sua sentenza del Maggio 2008 che stabiliva che la sede della 33a America’s Cup sarebbe dovuta essere ”Valencia o qualsiasi altra località prescelta da SNG”. Il Defender ha scelto gli Emirati per diverse ragioni: le perfette condizioni meteo per una regata a Febbraio, le infrastrutture offerte dal paese ospitante e l’esperienza degli Emirati Arabi nell’organizzazione eventi sportivi di livello mondiale."
Insomma il cavillo sta nell'errore fin troppo pacchiano della sentenza del giudice Cahn, che nonostante tutti sappiano che la prossima sarà una coppa basata strettamente sul Deed of Gift (non a caso la chiamano DOG Match) e quindi sulle regole da esso stabilite (molto chiare sulla località: o c'è daccordo o il defender sceglie emisfero in funzione della stagione, e a febbraio è sud), scrisse "qualsiasi altra località scelta da SNG". Un cavillo che non poteva sfuggire a questo esercito di avvocati accampato intorno all'America's Cup. Ma è difficile che la giudice Kornereich, succeduta a Cahn, torni sui suoi passi. Quindi l'esito certo dell'appello è solo quello di far trascorrere altro tempo, e non è chiaro a chi giovi adesso, visto che entrambi i team stanno lucidando le barche, testate e ritestate, modificate e ormai abbastanza al top delle rispettive prestazioni. Il seguito alle prossime puntate. Aspettando la primavera della coppa.
lunedì 2 novembre 2009
A Genova piove. Sul bagnato.

Pioggia battente e vento forte. A Genova queste condizioni meteo non sono proprio una novità, e nelle prossime ore si attende un lieve miglioramento.
Piove anche sulla Nuova FIV, nonostante la prevedibile atmosfera rarefatta d'alta quota al sedicesimo piano della Corte Lambruschini. Telegrafico riassunto delle ultime puntate.
1) Salone di Genova moscio e senza mordente, occasione sprecata per l'immagine della Federazione ma soprattutto per dare visibilità e spazio almeno a due grandi equipaggi della nostra vela olimpica, campioni d'Europa nel 2009: Giulia Conti e Giovanna Micol, Pietro e Gianfranco Sibello. Lo stesso presidente federale è sembrato dedicarsi con molta più allegra convinzione al giro del mondo e a Giovanni Soldini. Chissà se questa strategia (!) è stata dettata dal brillantissimo vicepresidentevicario nella sua veste di responsabile della comunicazione, finora non rilevata dagli strumenti.
2) Dopo una gestazione lunghissima e vari (infruttuosi) tentativi di addolcire la sintassi, il Consiglio Federale che-non-doveva-essere-bulgaro ha approvato in venti secondi e senza un briciolo di discussione il famoso e rivoluzionario Piano Under 16 sulla vela giovanile. Poichè pochissimi nel mondo della vela italiana ne sono stati resi partecipi, il progetto (lungi dall'essere oggetto di una "comunicazione" e promozione specifica) è almeno stato pubblicato sul sito FIV (recentemente precipitato nelle classifiche di audience internet, e come poteva essere altrimenti), suscitando un misto di sorrisi e fastidio. Sorrisi perchè approfondendo si scopre che di nuovo c'è poco e fastidio perchè quel poco tende a farsi passare sulla testa di scuole vela, istruttori e addetti ai lavori. Tutto ciò solo tra i pochi che resistono a leggere fino in fondo un testo a tratti incomprensibile. Per questo pare sia stato chiamato un prof. con l'incarico di dare almeno una sgrossata alla grammatica, in tempo per la riunione, che dovrebbe tenersi a breve a Genova, dei "referenti zonali" del Progetto. Scherziamo (ma non troppo) e confermiamo la promessa di un esame "popolare" del piano, affidato a decine di diretti interessati in tutta Italia.
3) Atteso a una comunicazione ufficiale sul nuovo staff di Tecnici Nazionali 2010, il Consiglio ha preso la curva bella larga e ha lasciato sul tappeto solo dei nominativi da perfezionare. Perfezionamento (accordi, contratti, emolumenti e programmi) tuttora in corso, con qualche risultato che vi abbiamo già anticipato, altri che vi anticiperemo e altri ancora che forse non sapremo mai, perchè l'ufficio stampa federale nel frattempo si è definitivamente messo in silenzio-stampa (zero comunicati da un mesetto). E pensare che qualcuno tra i nuovi Tecnici ha già diramato convocazioni per raduni e allenamenti. Ma è una federazione sportiva, o un club privè?
4) Data la promessa del presidente federale ("Entro l'anno Briante (ah, ndr) presenterà le modifiche allo Statuto") e le voci insistenti, all'ultimo Consiglio il presidente della Commissione Carte Federali Giancarlo Sabbadini ha sommessamente chiesto a che punto fossero queste modifiche (anche perchè lui sta mettendo mano all'aggiornamento del Regolamento allo Statuto). Gli è stato risposto che no, non c'è niente in arrivo, nessuna modifica entro l'anno. Promesse da marinaio. O forse, navigazione a luci spente (tecnica già vista). Le voci insistono: allo studio della Nuova FIV il Nuovo Statuto che punta a un Consiglio ridotto a 6-7 membri, elimina il principio della rappresentatività di tutte le 15 Zone e prevede un "peso" elettorale basato sul numero di tesserati, quindi il voto dei circoli più grandi vale di più di quelli piccoli. Solo voci. Ma in tempi di silenzio-stampa fanno un bel rumore.
5) Nonostante siamo uno dei paesi leader della vela mondiale - ruolo conquistato in vent'anni di crescita continua - l'Italietta rischia di restare una lontana provincia dell'impero ISAF. Tra pochi giorni inizia in Korea la Conferenza annuale della federvela mondiale (ci torneremo state certi), e - c'è bisogno di dirlo? - ad oggi dal palazzo di vetro non trapela nulla sui temi in dibattito, sul programma, sulla linea politica italiana e sulla partecipazione dei nostri delegati. Non ne sappiamo nulla noi, e vabbè, ma non ne sanno nulla neanche i diretti interessati (e dagli), cioè i delegati stessi ai quali, nonostante le varie richieste in tal senso, non è stato confermato neanche l'ok alla trasferta.
Il palazzo è di vetro, si. Ma le tende sono d'acciaio. Rivestito di polistirolo, per un migliore isolamento acustico. E la pioggia, così, neanche la vedono scendere.
"Bisogna percorrere ogni tanto il confine di se stessi per aver conoscenza dell'umiltà necessaria per vivere" (Intervista a Luca Del Zozzo)

(Nella foto, Luca all'interno del suo Pogo 2. Sul tetto i disegni con i cerchi del coraggio Maori, in ricordo del grande Simone Bianchetti)
La Transat650 ci ha rivelato un altro grande marinaio. Luca Del Zozzo (Corradi ITA 686), uno degli 8 solitari italiani alla Transat650. Uno che poteva finire tra i top ten. E’ andata diversamente (problemi di energia nella prima e Pot-Au-Noir severo nella seconda). Ma anche nel suo caso, questa Transat ha fatto conoscere un bravo velista e marinaio. Quella che segue è l’estratto da una sua bella intervista.
Si è conclusa la Transat 650 di Corradi Ita 686. 24 ore dopo aver tagliato la linea di arrivo e dopo una notte rigeneratrice, lo skipper Luca Del Zozzo ha risposto alle nostre domande. Risposte di un uomo che, pur avendo realizzato un exploit sportivo fuori dal comune e toccato il suo massimo agonistico, rimane semplice, naturale e umile. Già l'umiltà, segno distintivo dei grandi marinai, ne ha parlato durante la nostra conversazione lanciando così: “Bisogna percorrere ogni tanto il confine di se stessi per aver conoscenza dell'umiltà necessaria per vivere”. Marinaio e filosofo.
Dal punto di vista crudo delle classifiche: questo 12° nella seconda tappa della Transat650 è il tuo migliore risultato da quando navighi sui Mini?
Ho fatto terzo alla San Remo Mini Solo, ma non si può confrontare una regata di 140 miglia in Mediterraneo con trenta barche a una prova di endurance come la seconda tappa (3.200 miglia e quasi 50 concorrenti in partenza). Questo risultato è sicuramente costruito su un importante lavoro di preparazione che è stato possibile in gran parte grazie a Corradi. L'ingresso di Corradi come main sponsor ha dato una grande carica di responsabilità al progetto. La relazione con un'azienda di quel tipo, che ottiene successi commerciali grazie a un lavoro efficiente e lasciando poco al caso, ti richiama al dovere di fare bene e a prepararti come si deve. Mi ha aiutato a capire quale era la strada per ottenere risultati soddisfacenti e arrivare a Bahia dopo aver dato tutto e senza aver nulla da rimpiangere.
Ci racconti l'inizio della regata e le difficoltà che rappresentano il passaggio delle isole (prima le Canarie, poi Capo Verde)?
Siamo partiti di bolina. Ho seguito i consigli del meteorologo Bernot fino a un certo punto. Poi le condizioni meteo reali sono state un po' diverse dalle previsioni e ho dovuto adattarmi. I cancelli alle Canarie e a Capo Verde sono stati bellissimi momenti tattici. La strategia l´ho elaborata lì e sono contento di quanto ho fatto perché non ho preso cantonate. Alle Canarie, ho approcciato la punta di Tenerife sfruttando il buono (rotazione favorevole del vento, Ndr) sulla punta e, nella notte, ho preso la testa di un gruppo di tre barche che avevo davanti. Sono uscito dal canale fra Tenerife e Gomera davanti diverse miglia, in una posizione di controllo e pronto a iniziare la discesa verso la Mauritania forzando un po´ i ritmi. Il passaggio a Capo Verde è stato simile ma la troppa confidenza raggiunta con l'autopilota mi ha tradito. Lo spi si è arrotolato sullo strallo. Ho dovuto ammainare tutto per fare un giro in testa d´albero con il coltello. La mattina dopo avevo a fianco il 539 che era quinto. E poi c’è stata la notte dell’attacco…
(...) IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERVISTA, con il racconto dai 40 nodi alle bonacce del Pot-Au-Noir, da non perdere, cliccando questo link.
domenica 1 novembre 2009
Riccardo Apolloni: Grazie per aver sognato con me
Immaginavo questa storia come ad una barca che parte da un lato del mare, si fa un puntino invisibile all'orizzonte e riappare per magia dall'altro lato del mare.Mi sfuggiva un dettaglio: il tracking.
Così il puntino prima scompare, poi rimbalza nell'etere per entrare nel mondo virtuale di internet.
Il punto virtuale naviga su colori di vento: tra macchie di blu calma da evitare, verdi e gialli da allegri a felici, rossi spavento e neri popolati da demoni. Il punto naviga in perenne compagnia e gioca una interminabile partita a scacchi con altri puntini.
La barca reale naviga su un solo colore dalle mille sfumature: un blu punteggiato di bianco. Bianca è la misura delle sue emozioni dalle ochette allegre, alla schiuma che bagna e si fa fatica, poi spavento, ed infine paura.
La barca naviga in perfetta solitudine.
Almeno crede.
Poi scopre al rientro dalle tante mail che avete mandato che sola non era.
Grazie!
Grazie per avermi seguito.
Grazie per aver scritto.
Grazie per aver sognato con me.
Riccardo
giovedì 29 ottobre 2009
Russell Coutts: A Valencia, a Valencia!

Qual è l’idea dello skipper e CEO di BMW Oracle, Sir Russell Coutts, sul modo più veloce per far uscire la Coppa America dal pantano giudiziario nel quale è bloccata, con le ruote che girano a vuoto? Il Coutts-pensiero è contenuto nello “statement” diffuso stamattina dal suo ufficio stampa, ed è riassunto in tre parole: “Torniamo a Valencia”. Ecco il testo integrale della sua dichiarazione.
“Valencia è la migliore opzione per rimettere la Coppa America sul giusto binario prima possibile. Ed è ciò che il mondo della vela si aspetta. Sia BMW Oracle che Alinghi hanno basi attive nel Port America’s Cup della città spagnola. L’infrastruttura creata dal defender svizzero è in funzione, disponibile e pronta a ricreare l’atmosfera della precedente America’s Cup del 2007.
La settimana scorsa Cristobal Grau, assessore allo Sport della città di Valencia, ha detto che basterebbero poche settimane perchè la città sia pronta. E oggi il sindaco di Valencia Rita Barbera ha detto che la città accoglierebbe il ritorno della coppa a braccia aperte.
Nella sua sentenza, il Giudice Shirley Kornreich della New York Supreme Court, ha confermato il primato del Deed of Gift quale documento che governa l’America’s Cup. Questo significa che la Société Nautique de Geneve (SNG) deve scegliere una località secondo i dettami del Deed of Gift. Nonostante Valencia sia nell’emisfero Nord, è possibile disputare li la coppa america a febbraio del 2010 perché entrambi i team sono daccordo attraverso il mutuo consenso. Se SNG scegliesse una località nell’emisfero Sud invece di Valencia, noi chiederemmo di conoscere prima possibile il nome della località per avere il massimo delle informazioni possibili a organizzarci. Lo diciamo quasi tre mesi dopo la scadenza del periodo minimo di 6 mesi di comunicazione preventiva ordinato dalla Corte.
Noi confermiamo ancora la nostra volontà di sederci immediatamente con SNG/Alinghi per parlare e risolvere le significative questioni sulla 33ma Coppa America. Non c’è ragione perché SNG non debba chiedere all’ISAF di nominare una Giuria indipendente e neutrale con i normali compiti e poteri di una Giuria Internazionale in ogni regata, e da subito. In questo modo ogni futura controversia che riguardi le regole di regata o ad esse collegate potrà essere riferita a tale Giuria anziché richiedere di tornare ancora alla Corte Suprema.
Il Golden Gate YC e BMW Oracle Racing sono desiderosi di regatare il Match, con inizio l’8 febbraio 2010. Il nostro BOR 90 è tornato in acqua a San Diego, più pronto che mai, e ci sono ulteriori sviluppi tecnologici estremamente interessanti davanti a noi.”
mercoledì 28 ottobre 2009
Perchè possiate avere un idea di quello che è successo magari è il caso che vi dica cosa è successo

Luca Tosi, il baby, il più giovane e inesperto, il capitano di traghetti nella laguna di Venezia, il sosia-young di Mauro Pelaschier. Un inaspettato navigatore solitario italiano, uno degli 8 protagonisti della bella avventura chiamata Transat650. Quello che segue è il suo racconto in presa diretta, a poche ore dalla conclusione della regata. Emozioni, sensazioni, persino colori, odori e rumori del mare, del vento e della barca. Un ragazzo poco più che ventenne in Atlantico con una barchetta di sei metri e mezzo. Leggetelo e fatelo leggere. Grazie Luca. PS-Prima della Transat650 Luca aveva regatato solo una volta. In Optimist.
L'INIZIO DEL RACCONTO
Amici! BAHIA! Si si proprio Bahia! Si si ci sono arrivato con un mini! Si HO FATTO LA MINITRANSAT! cosa vuol dire aver fatto la minitransat? Non lo so .... , probabilmente aver fatto una cazzata, ma di quelle monumentali, una di quelle cose che diventano eccezionali, non perche' di per se siano eccezionali ma perche' smisurata, enorme. Faccio l'elenco delle cose che mi passano per la testa, cosi' come mi vengono, sono arrivato sta mattina alle 7-8 utc che sono le 4 locali e sono ramingo in cerca di equilibrio, sono un 50 ore che non chiudo occhio, forse dovrei dormire ma l'eccitazione e tanta...allora perche' possiate avere un idea di quello che e' successo magari e' il caso che vi dica cosa e ' successo. Ci vorebbe un libro ... per il momento vi risparmio e per il momento vi faccio un riassunto.... ; ) (...)
E LA VERSIONE INTEGRALE
Il racconto completo, da non perdere, con la perdita dello spi, la crisi, la calma ritrovata, il rapporto con la barca, il sogno realizzato, l'arrivo in Brasile... leggetelo qui: http://docs.google.com/Doc?docid=0AfenaRK4rm_PZGZmaG00aGtfNDBkY3BocDYyMg&hl=en
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